29/09/2000

ALCUNE IDEE PER L'UTILIZZO DEI COMUNICATORI MONOMESSAGGIO 

(Dott.ssa Vittoria Stucci)

I comunicatori monomessaggio sono dei dispositivi per la comunicazione con uscita in voce,VOCAs, che permettono di riprodurre un unico messaggio precedentemente registrato (per una descrizione di altri tipi di VOCAs oltre ai monomessaggio, vedere l’articolo in archivio - aprile 2000).

Gli ausili appartenenti a questa categoria hanno alcune caratteristiche in comune: si presentano come pulsanti di grandi dimensioni, hanno una uscita per collegare sensori esterni (opzione utile se l’utente non e’ in grado di praticare la pressione sul pulsante per attivare il VOCA), hanno la possibilità di collegare altoparlanti esterni (opzione utile solo in contesti particolari in cui c’e’ necessità di un audio molto elevato), permettono il collegamento di un giocattolo adattato che funzionerà contestualmente all’emissione del messaggio preregistrato.

Prima di procedere elencando alcuni obiettivi che possono essere perseguiti utilizzando questi strumenti, riteniamo utile descrivere sommariamente i pregi ed i difetti che i VOCAs possono presentare rispetto ad altre tipologie di strumenti più semplici, non vocali.

L’ausilio con uscita in voce, in generale, presenta alcuni vantaggi rispetto ai supporti poveri, non vocali: innanzitutto facilita l’interazione perché l’interlocutore parlante non ha più la necessità di prestare costante attenzione alle manifestazioni della persona non parlante, in secondo luogo la possibilità di sentire la “voce” della persona implica un notevole impatto emotivo sia per la persona stessa, sia per l’ambiente, infine l’uscita in voce permette di giocare un ruolo attivo con maggior incisività rispetto all’uso di altri strumenti non vocali.

Resta comunque inteso che la Comunicazione Aumentativa è multimodale, dunque sono diversi gli strumenti che il disabile deve avere a disposizione per comunicare: gli strumenti poveri come le tabelle cartacee sono sicuramente più immediati, facilmente ampliabili e non presentano i limiti determinati dalla complessità della lingua italiana (il simbolo cartaceo può rappresentare singolare, plurale, maschile, femminile, presente, passato, futuro, etc.). Un altro strumento più immediato è il linguaggio gestuale: i gesti sono simboli dinamici che non necessitano di alcun supporto. Nei casi in cui il significato di alcuni gesti utilizzati dal bambino non sia condiviso, può essere utile creare una tabella o un quaderno dei gesti per permettere a tutti di comprendere il significato di tali comunicazioni.

Un rischio nell’utilizzo del VOCA è che questo strumento venga considerato dal bambino un giocattolo; il risultato è l’attivazione ripetuta per il piacere di sentire l’effetto sonoro o per suscitare una determinata reazione nell’ambiente. In questo caso è utile sospendere momentaneamente l’utilizzo dell’ausilio perché, se non diviene chiaro lo scopo comunicativo, correrà il rischio di essere accantonato dopo poco tempo come spesso accade con i giocattoli cessato l’effetto novità.

Tenendo conto di tutti gli aspetti precedentemente descritti, possiamo affermare che in molti casi l’utilizzo dinamico di questi semplici strumenti ha permesso di supportare l’acquisizione di alcune competenze della comunicazione precoce; utilizzarli in modo dinamico significa variare il messaggio un numero illimitato di volte, con la finalità di adattarlo ai diversi contesti interattivi ed alle differenti esigenze comunicative.

I comunicatori monomessaggio divengono dunque strumenti a sostegno dello sviluppo delle quattro abilità di base della comunicazione precoce: imparare a fare scelte, acquisire il SI e il NO, imparare l’alternanza dei turni (un interlocutore ascolta mentre l’altro parla) ed essere in grado di prendere il proprio turno per scambiare informazioni , essere in grado di richiamare l’attenzione.

Altre abilità collegate a quelle di base sono: la capacità di salutare le persone, effettuare richieste di “basta” ed “ancora”, dare conferma. L’acquisizione di queste competenze è importante affinché la persona disabile abbia la possibilità di assumere un ruolo nella comunicazione, di rimarcare la propria intenzionalità comunicativa, di reagire alle cadute della comunicazione (ad esempio nel monomessaggio si potrebbe registrare “Non ho ancora finito”) ed, infine, di esercitare una forma di controllo sull’ambiente circostante (sviluppo delle autonomie).

Da un punto di vista cognitivo un altro obiettivo di fondamentale importanza perseguibile anche attraverso l’uso di VOCAs è il passaggio dagli oggetti alle immagini, in altre parole l’aumento della capacità di simbolizzazione. Sulla superficie del pulsante è infatti possibile applicare un simbolo che richiami il significato del messaggio registrato: ciò consentirà sia di ricordare il messaggio disponibile in quel momento, sia di avviare lo sviluppo di livelli sempre maggiori di simbolizzazione (oggetto concreto, fotografia, immagine, simbolo grafico, parola).

L’uscita in voce e la risposta dell’ambiente permettono di consolidare il legame tra significato di ciò che sta succedendo e simbolo che lo rappresenta; è però necessario che all’emissione del messaggio segua sempre una risposta. Quest’ultimo aspetto è di fondamentale importanza anche per l’acquisizione delle altre competenze comunicative maggiormente legate alla sfera sociale ed affettiva.

Ecco alcuni esempi di utilizzo dei comunicatori monomessaggio:

A sostegno della presa di parola: fornire la possibilità di giocare un ruolo attivo in gruppo “Voglio dire qualche cosa!” (ad esempio in classe durante la lezione).

Per trasmettere messaggi di convenzione sociale: salutare, dare informazioni di sé ad una persona appena conosciuta, presentarsi, ringraziare, applaudire,etc.

Per intervenire in un ruolo comunicativo di routine: rispondere all’appello a scuola, cantare un ritornello (ad esempio “Tanti auguri a te”), incitare una squadra durante una partita, raccontare una propria esperienza in una riunione di gruppo (ad esempio ciò che si è fatto durante il week-end il lunedì mattina a scuola), fare la relazione di un lavoro di gruppo, proporre un indovinello, raccontare barzellette, porre domande ad altri studenti, recitare una poesia, chiedere feedback per quanto fatto, ordinare al ristorante.

Per richiamare l ’attenzione: nell’ambiente domestico la predisposizione del VOCA per richiamare l’attenzione consente all’adulto di svolgere le proprie attività senza controllare continuativamente il bambino, mentre a scuola è possibile lasciare il bambino per breve tempo durante lo svolgimento di un’attività e preparare il messaggio “Vieni qui, ho finito”.

Per dire messaggi abituali: ad esempio durante una seduta riabilitativa si può preparare il messaggio “Facciamo cose diverse?”, oppure “Sono stanco, mi fai riposare?”. Elencare una lista di attività abituali ad una persona nuova. Richiedere aiuto

Per incoraggiare l’interazione con i coetanei: generalmente per i bambini l’interazione avviene durante il gioco. Collegare un comunicatore ad un giocattolo può permettere al bambino non parlante di interagire durante un gioco. Riportiamo di seguito uno dei tanti esempi possibili di occasioni di interazione che possono essere offerti al bambino disabile permettendogli di compiere un’azione in autonomia. Se il comunicatore aziona ad esempio il giocattolo Fishing Game (provocando la rotazione di una base circolare su cui sono disposti dei pesciolini colorati che aprono e chiudono la bocca, sempre per effetto dell’attivazione del giocattolo) e contemporaneamente viene emesso il messaggio “Pescami il pesciolino giallo”, il coetaneo può eseguire quest’azione con le piccole canne da pesca che si trovano nella confezione. Resta inteso che le opportunità di interagire con i coetanei durante un gioco non dipendono necessariamente dal collegamento di un giocattolo al comunicatore. Per idee e suggerimenti sulle opportunità di gioco nei casi di utenti con patologie motorie severe vedere l’articolo in archivio sull’argomento (giugno 2000).

Suggerimenti sulla scelta dei messaggi

Per la registrazione dei messaggi è consigliabile utilizzare la voce di una persona della stessa età e dello stesso sesso del bambino. Tra i vari messaggi che si possono inserire a volte può essere utile cominciare con comunicazioni che prevedano un’azione come risposta (chiedere qualche cosa, girare la carrozzina, accendere la televisione, farsi leggere una storia, etc).

E’ sempre importante scegliere messaggi che abbiano un elevato interesse per chi li dovrà emettere. Se il messaggio non ha valore per il bambino, egli non avrà nessun interesse ad utilizzare il comunicatore. Ad esempio se un bambino tende ad essere inappetente, può essere utile inserire il messaggio “Basta pappa, sono a posto così” piuttosto che “Ancora pappa perché ho molto fame”, anche se molti genitori (credo tutti) preferirebbero ricevere dal proprio bambino il secondo messaggio. Per questo motivo è importante cercare di cogliere tutte le manifestazioni che possono fornire degli spunti per trovare degli argomenti di interesse. Spesso quando un bambino introduce un tema è importante cercare di ampliarlo insieme a lui per stimolarlo a fornire più notizie. Valorizzare gli argomenti che il bambino introduce spontaneamente lo aiuterà anche a sviluppare l’iniziativa personale, un ruolo attivo nella conversazione. Nei primi stadi non è fondamentale che il bambino comprenda tutte le parole o le frasi registrate, ma il senso generale del messaggio. A volte può essere utile tenere traccia del numero di opportunità comunicative e dei contesti in cui il comunicatore viene utilizzato.

Concludiamo riportando alcuni esempi di attività che possono incoraggiare l’interazione con il bambino.

  • Fare assaggiare un cibo nuovo ed attendere la risposta
  • Fare un gioco ripetitivo e fermarsi improvvisamente
  • Fare finta di non notare qualche cosa (ad esempio il telefono che squilla)
  • Dare un gioco con qualche pezzo mancante (ad esempio un puzzle o un gioco ad incastro in cui mancano alcuni pezzi importanti, la carta ma non i colori, etc)
  • Mettere una sola scarpa ed attendere la reazione del bambino

Considerazioni conclusive

I VOCAs presentano i vantaggi che abbiamo elencato all’inizio di quest’articolo. Non bisogna però dimenticare anche gli svantaggi, tra i quali la rigidità del messaggio una volta che è stato programmato. Per questo motivo non ci sembra opportuno ridurre a questi soli strumenti le opportunità comunicative della persona non parlante. Il VOCA ha innumerevoli pregi, tra cui la facilità di cambiare il contenuto per i monomessaggio, ma deve essere necessariamente integrato ad altri strumenti con la finalità di aumentare il più possibile le opportunità dando spazio anche a ciò che non può essere precedentemente previsto.

Dott.ssa Vittoria Stucci - Leonardo S.r.l.