28/04/2017

AVVIAMENTO ALL'USO DEI SENSORI ED ALLA SCANSIONE - Le otto tappe di un percorso efficace frutto della ricerca di Linda Burkhart 

(Fiorella Messina, Cristina Sassi)

La relazione causa effetto non può essere appresa attraverso il suggerimento, ma soltanto attraverso l’esperienza; sulla base di questa comprensione si basa lo sviluppo cognitivo del bambino.

I bambini con severe limitazioni motorie hanno scarse occasioni di sperimentare il nesso causale tra un’azione e la sua conseguenza: è molto importante fornire loro occasioni di sviluppare l’abilità di far accadere qualcosa attraverso un movimento intenzionale.

Tale consapevolezza, unita all’acquisizione della capacità di compiere movimenti finalizzati, è alla base anche del meccanismo della scansione, di cui abbiamo parlato in altre occasioni e che consente l’accesso a diverse attività, dalle più semplici ad altre estremamente articolate e complesse.

Linda Burkhart, specialista in Tecnologie Assistive con esperienza quarantennale, ha elaborato un metodo e diversi materiali orientati a favorire e supportare l’approccio all’uso dei sensori ed alla scansione per bambini con gravi disabilità motorie.

Costantemente impegnata a presentare workshop e corsi di formazione a livello internazionale, ha messo a disposizione diversi materiali creati per i suoi interventi sul sito internet http://lindaburkhart.com

Tra le sue proposte, particolarmente interessante per la nostra realtà italiana è il metodo “Stepping Stones to Switch Access (two switch step scanning)”: un percorso diviso in 8 tappe, che consiste in diverse proposte volte ad avviare all’uso dei sensori, con l’obiettivo di conseguire la capacità di gestire la scansione ad uno e due sensori.

Diverse attività, che guidano attraverso i primi quattro punti del percorso, costituiscono l’oggetto del pacchetto “Steps before step scanning” per il software Mind Express, creato dalla collaborazione con Jabbla, grazie anche alla mediazione di un’altra esperta in Tecnologie Assistive, Fiorella Messina (coautrice di questo articolo) . Grazie a quest’ultima, il pacchetto sarà molto presto disponibile anche in italiano e costituisce una preziosa risorsa dalle solide basi teoriche per proporre un percorso strutturato e consapevole all’uso dei sensori.

Alla base dell’approccio di Linda Burkhart è la costante ricerca di attività motivanti che sollecitino i bambini alla sperimentazione intenzionale, facendo minimo ricorso alle direttive dell’adulto e lasciando spazio per esercitare le abilità e realizzare le intenzioni, ricorrendo, in caso di errore, all’autocorrezione.

I bambini con gravi limitazioni motorie sono spesso costretti in posizioni passive e controllate, nelle quali sperimentare un sentimento di autoefficacia e confrontarsi con compiti che sollecitino capacità di problem solving è esperienza assai rara. Questo è dovuto soprattutto alla scarsità di stimoli ambientali: l’adulto tende a standardizzare l’ambiente ed a controllarlo per renderlo più accessibile e conforme alle necessità del bambino con disabilità, senza che egli possa intervenire in alcun modo su di esso, sviluppando così un senso di impotenza appresa.

Per sostenere ed incoraggiare l’apprendimento, occorre costruire un ambiente ricco di stimoli e di opportunità di mettersi alla prova in funzione di un obiettivo desiderabile.

Gli errori rappresentano un importante aspetto dell’apprendimento e, associati alla capacità di problem solving del soggetto, costituiscono un importante sostegno al suo sviluppo.

Il rinforzo esterno e le ricompense possono ridurre la motivazione intrinseca e distrarre l'attenzione del bambino dal compito, piuttosto che rinforzarlo. Il suggerimento basato soltanto sull'intenzione altrui interrompe il ciclo interno di apprendimento e sposta l'attenzione del bambino verso il tentativo di compiacere le richieste altrui o verso l’evitamento.

L’aiuto esterno, che non distrae ma contribuisce al perseguimento dell’obiettivo, è quello basato su  feedback strategici, piuttosto che su direttive verbali, e sul modellamento da parte dell’adulto ed anche tra pari (esecuzione del compito come esempio)

Trarre  soddisfazione dalle attività svolte in autonomia consolida la motivazione intrinseca, che poggia su un sentimento di autoefficacia.

Variabili interne e variabili ambientali concorrono per strutturare un buon contesto di apprendimento.

La motivazione intrinseca sostiene l’intenzionalità, mentre un contesto ambientale ben strutturato espliciterà gli obiettivi e fornirà variazioni al compito, al  fine di escludere l’assuefazione all’attività da compiere e la conseguente sensazione di noia che finirebbe per compromettere la motivazione.

La ripetizione di esperienze ed attività consente la creazione di connessioni neurali e schemi cognitivi (“usalo o lo perdi”), l’introduzione di piccole variazioni prolunga l’attenzione sul compito.

La variazione è uno degli spunti più interessanti quando si applica all’apprendimento di schemi motori e al posizionamento dei sensori: la ricerca del posizionamento perfetto del sensore lascia il posto all’identificazione di alcune posizioni “buone” per apprenderne l’utilizzo. Ciò che occorre compiere preliminarmente è la ricerca della posizione ottimale per il bambino, al fine di fornirgli sufficiente stabilità e permettergli alcuni movimenti

La memoria di lavoro è in grado di elaborare un numero limitato di stimoli ed informazioni contemporaneamente. La programmazione e la realizzazione di un movimento possono interferire sull’esecuzione di un compito complesso fino a che non sono automatizzati: ecco perchè tutto il percorso che verrà illustrato è mirato a consolidare l’automatizzazione del movimento di attivazione dei sensori per liberare risorse cognitive verso l’esecuzione di compiti cognitivamente più complessi. Come un giocoliere, il bambino deve però gestire una palla alla volta: occorre focalizzarsi su una componente di un compito in ogni attività, riducendo l'impegno motorio quando è richiesto impegno cognitivo o linguistico, e viceversa. Bisogna quindi bilanciare la difficoltà motoria/cognitiva per ogni componente in ogni compito.

Sulla base di queste premesse, analizziamo le otto tappe del percorso “Stepping Stones to Switch Access”.

La sequenza va intesa come fluida: il bambino può partire da un livello di riscaldamento dedicato alla localizzazione dei sensori e poi spostarsi per fare pratica ed esplorare alcuni livelli più alti una volta raggiunta una buona performance. Tuttavia il bambino può tornare indietro in una zona di comfort quando la fatica comincia a farsi sentire, così da poter concludere con una percezione di successo e realizzazione.

 

Step 1. Sensore singolo. Causa effetto (pressione mantenuta)

Dal momento che la relazione causa/effetto viene appresa attraverso l'esperienza e non attraverso l'insegnamento, il nostro compito è quello di creare esperienze adattate significative per i bambini,  affinché possano associare un movimento intenzionale con la capacità di fare accadere qualcosa.  

E’ bene cominciare con un’attivazione casuale del sensore usando un pattern motorio esistente, e quindi occorre sistemare il sensore in una posizione in cui il bambino possa sperimentare da solo il concetto di causa-effetto usando i suoi schemi motori: imparare un nuovo pattern motorio ed imparare allo stesso tempo a riconoscere la relazione causa-effetto può rappresentare una richiesta eccessiva..

Quando il bambino mostra di aver compreso la relazione di causa ed effetto, può essere modellato un nuovo pattern motorio usando la comprensione appena acquisita come motivazione.

Per facilitare l’associazione dell’attivazione del sensore con i suoi effetti, la modalità preferibile è quella dell'attivazione momentanea e diretta (attivazione di un giocattolo o un filmato durante la pressione del sensore). Successivamente può essere utilizzato un temporizzatore per ridurre lo sforzo, ma utilizzando comunque temporizzazioni brevi (ad esempio, software  che funzionano per non più di 6 - 10 secondi dopo l'attivazione del sensore)

 

Step 2. Sensore singolo-  diverse posizioni e diverse funzioni

A questo punto i bambini hanno compreso la semplice relazione causa-effetto, ma hanno necessità di esercitarsi nell'eseguire i movimenti per differenti attività, o con diverse parti del corpo, o quando il sensore viene spostato in una nuova posizione, o utilizzato per una nuova funzione.

E’ bene esercitarsi nell'attivare un sensore in diverse posizioni  e con diverse parti del corpo: avere l'opportunità di più di un accesso al sensore è preferibile sul lungo termine,  sia per favorire una corretta postura, sia per prevenire problemi motori in fasi successive della crescita.

In questa fase si fornisce al bambino l’opportunità di sviluppare il controllo motorio e iniziare il movimento automaticamente, attraverso la ripetizione, introducendo piccole variazioni e  senza lo stress di tempi imposti. E’ importante usare il sensore con una finalità ben chiara (ad esempio: attivare un animale giocattolo che si muove fino a distruggere una torre di cubi di legno)

Si inizia con un posizionamento stabile del sensore finchè  il bambino si abitua ad azionarlo, per poi  introdurre piccoli spostamenti.

 

Step 3. Due  sensori - due funzioni

A questo punto si sollecita il bambino a capire che due sensori compiono azioni differenti (stimolando così lo sviluppo di abilità cognitive di discriminazione e memoria).

L’elemento importante introdotto dalla scelta tra due sensori sposta su un livello diverso la possibilità di esercitare una scelta significativa, che col sensore singolo è limitata al “fare o non fare”. Le situazioni che possono essere create sono diverse: un sensore compie un’azione e  l’altro no, oppure due sensori sono posizionati in modo da attivare azioni prossime al sensore, oppure due sensori che fanno compiere azioni diverse allo stesso oggetto, o ancora un sensore aziona e l’altro commenta, ecc

L’introduzione di un secondo sensore apre la strada alla scansione a due sensori (un sensore avanza, e l’altro compie la scelta), che libera l’utilizzatore dal vincolo della temporizzazione (per chi utilizza un solo sensore sono davvero poche le attività che non prevedono la temporizzazione, ad esclusione di alcune attività causa/effetto). L’utilizzo di due sensori richiede minor concentrazione e consente un controllo maggiormente attivo.

Alcuni bambini presentano una combinazione di difficoltà motorie e cognitive e, in caso di difficoltà, risulta difficile capire se non hanno compreso il compito o se l'impegno motoria è eccessivo. L'obiettivo è trovare attività motivanti fino a che capiscono la correlazione, poi aggiungere piccoli cambiamenti per accrescere gradualmente le loro abilità. Questi bambini traggono beneficio dal lavorare sullo step 4.

Per altri bambini che mostrano di aver compreso l’utilizzo di due sensori il passaggio successivo può essere allo step 5.

 

Step 4. Move move get - vai vai ok!

Obiettivo di questa fase è capire che un sensore muove qualcosa attraverso un percorso con attivazioni ripetute e l'altro sensore seleziona o compie un’azione legata al fatto che l’item mosso dal primo sensore è arrivato a destinazione (I bambini che capiscono questo processo, ma semplicemente hanno necessità di fare pratica per sviluppare l'automatismo motorio, possono passare allo step 5)

Bambini che sembrano attivare casualmente i due sensori senza discriminare le funzioni hanno necessità di esercitarsi con diverse attività, quale ad esempio l’attivazione temporizzata per alcuni secondi dell’animaletto che deve arrivare a distruggere la torre, che viene ricostruita sulla base della richiesta verbalizzata con l’attivazione del secondo sensore. Diverse proposte possono essere realizzate al computer.

 

Step  4a. In parallelo. Sensore singolo con temporizzazione

Per alcuni bambini la scelta più adeguata può essere rappresentata dalla scansione temporizzata con un solo sensore o da altre modalità di scansione che non prevedono l’uso del secondo sensore. Questo step parallelo consente di indagare le prestazioni con l’uso di un singolo sensore e la temporizzazione, per raccogliere elementi che consentano di compiere poi la scelta più appropriata per ciascun soggetto.

Un buon automatismo nell’attivazione del sensore consente di convogliare l’attenzione sull’attività da compiere ed è un indicatore importante per la scelta tra uno o due sensori.

Alcuni bambini, infatti, possono avere prestazioni migliori con la scansione con il singolo sensore.

L’affaticamento e l’impegno motorio che l’utilizzo di due sensori comporta  è un fattore da tenere in  considerazione: la scansione automatica richiede minor sforzo motorio per alcuni bambini, ma è spesso cognitivamente più faticosa per via dell'alta richiesta di concentrazione nel dover mantenere l'attenzione sul compito e dei vincoli temporali per compiere il movimento.  Con un solo sensore i bambini che hanno la capacità di rispondere alla temporizzazione possono seguire una sequenza simile agli steps 5-8, ma con l'accesso tramite sensore singolo.

In questa fase è importante sostenere il bambino con il modellamento.

 

Step 5. Apprendimento della scansione a due sensori libero da errori - ogni scelta è buona

A questo livello il bambino dovrebbe comprendere come funziona la scansione con due sensori e continuare a lavorare sull'automatismo dell'attivazione del sensore e sullo sviluppo di automatismi per la coordinazione motoria necessaria al processo di scansione.

Le attività proposte a questo step offrono al bambino diverse scelte attraverso l’attivazione di due sensori, ma ogni risposta è accettata ed il bambino gioca o creando una storia, oppure rime o altre attività (scelta di ingredienti per cucinare, dirigere un gioco con comandi che abbiano comunque un senso, scelta di colori per disegnare, ecc)

Eventuali  scelte involontarie, se accompagnate da un chiaro feedback strategico  e dall’opportunità di autocorrezione, rappresentano comunque strumenti di apprendimento importanti.

In questa fase si può introdurre anche una scansione uditiva e/o visiva partner-assistita: il partner comunicativo , ad esempio, cerca di adattare la scansione con due sensori a giochi che prevedono l'uso del mouse (si forniscono al bambino due dispositivi: uno che dice “il prossimo”, e un secondo collegato al click del mouse: il partner sposta il mouse all’item successivo sullo schermo quando glielo dice il bambino,  il bambino può usare il secondo sensore per selezionare l’item o il primo sensore per dire al partner di spostarsi a quello successivo. Può essere utile usare un cursore molto grande e nominare ogni item come scansione acustica).

 

Step 6. La scansione con due sensori su un singolo target -Attività per incrementare l’accuratezza ed il coinvolgimento cognitivo

Al bambino viene ora fornito un obiettivo motivante da selezionare tra alcune scelte neutre, ad esempio inserendo alcuni spazi vuoti sulle matrici di scelta di un comunicatore con display o sulle attività software. Questa fase viene introdotta quando il bambino si è esercitato a sufficienza nel livello precedente, ed introduce attività che richiedono di raggiungere un target specifico. Questo step è spesso utilizzato quando i bambini sembrano continuare a selezionare gli items a caso e non mostrano la volontà di selezionare un item specifico in base al loro interesse.

Occorre proporre  almeno 3 o 4 items in ogni matrice,  limitare gli items target posizionati all'inizio della lista, variare il numero di caselle vuote o click prima di un target per evitare che il bambino si limiti all'apprendimento di un corretto item motorio invece di essere coinvolto cognitivamente per effettuare una selezione chiara. Anche in questo caso è importante il modellamento quando è il turno dell’adulto, che accompagna con verbalizzazioni “no no, no, si, è così”.

 

Step 7. Pratica per aumentare l'accuratezza nella scansione con due sensori

Questo livello è volto a consentire al bambino di sviluppare l'abilità di integrare le componenti motorie della scansione con le componenti cognitive della selezione di un item in funzione di un obiettivo specifico.

Con più di un target l'impegno per selezionare i target desiderati comporta un maggior coinvolgimento cognitivo man mano che il bambino continua ad automatizzare la componente motoria.

Esistono un'infinità di varianti che possono essere approntate per fornire al bambino esperienza con la scansione con due sensori usando software e dispositivi per la comunicazione. Agli items target da selezionare, vengono aggiunti items poco desiderabili o illogici (sequenze musicali, sequenze di animazione logiche o divertenti sono spesso un buon inizio). Inserire opzioni di scelta più personalizzate motiverà maggiormente il bambino nello sforzo di creare e perseguire obiettivi personali rispetto alle attività di scelte senza errore.

 

Step 8. Scansione con due sensori- Ridurre i tempi per raggiungere l’obiettivo

Questo step è per i bambini che hanno capito il processo della scansione con due sensori e hanno sviluppato alcuni automatismi motori per il compito. Essi ora possono usare questa strategia di accesso per focalizzarsi solamente sul contenuto cognitivo dell'attività. Occorre iniziare presentando un range limitato e un tempo appropriato per aumentare l'efficienza. Ad esempio, se il bambino deve costruire delle frasi, possono essergli offerte delle parole già selezionate, si può fare in modo che le scelte non corrette scompaiano dopo una selezione, si può prendere in considerazione l’utilizzo di banche di parole o la predizione anche simbolica, ecc

 

Alcune strategie multimodali possono incrementare l'attenzione,  la percezione e l’elaborazione cognitiva e favorire ulteriormente l’acquisizione di una buona competenza nella gestione della scansione a due sensori: l’utilizzo dell'ingrandimento durante la scansione, l’avvio della scansione dopo un click per iniziare, l’utilizzo di una  voce per la scansione e un'altra voce per la verbalizzazione, la disponibilità di un menu iniziale per attività di gioco che consenta al bambino di esplorare le attività in modo autonomo, l’associazione di feedback acustico e visivo, un layout che faciliti la discriminazione visiva, e altro ancora che potrete approfondire direttamente grazie ai materiali condivisi sul sito di Linda Burkhart (dove potete trovare anche alcuni video che illustrano il pacchetto di attività Steps before step scanning)

Cristina Sassi c.sassi@leonardoausili.com

Fiorella Messina mfquinn@srt.com


video workoshop ISAAC 2017:

Avviamento all’uso dei sensori: il metodo di Linda Burkhart incontra Mind Express

PARTE PRIMA

PARTE SECONDA