27/09/2010

BIRILLI IN BILICO: il giocattolo che diventa anche strumento di riabilitazione 

(Fosca Franzosi, T.d.R., Associazione "Gioco anch'io")

Presentiamo qui un interessante contributo di Fosca Franzosi, fisioterapista dell’età evolutiva presso l’ULSS 22 del Veneto e Presidente dell’Associazione “Gioco anch’io”.

Il progetto, che ha visto la collaborazione dell’associazione veronese “MarinaMuEnsemble” , oltre che della già citata associazione “Gioco anch’io”, è stato incentrato sulla sperimentazione di strategie facilitanti che potessero includere bambini con diverse tipologie di disabilità nel popolare gioco dei birilli.

Professionisti della riabilitazione, insegnanti e genitori potranno qui trovare utili spunti per creare e adattare giocattoli e spazi di gioco.

Ringraziamo Fosca Franzosi per aver voluto condividere la sua esperienza con i lettori del nostro notiziario.

 

Premessa

Le associazioni veronesi “Gioco anch’io” e “MarinaMuEnsemble” hanno pensato ad un progetto che si propone di sostenere e valorizzare il diritto di tutti i bambini al gioco con particolare attenzione all’integrazione del bambino affetto da disabilità.

Il progetto ha previsto incontri con insegnanti e la realizzazione di laboratori in cinque scuole dell’infanzia nelle quali sono inseriti bambini con disabilità.

Per ogni gruppo classe si sono realizzati due incontri durante i quali ogni bambino ha avuto la possibilità di costruire il proprio birillo sperimentando poi il gioco di gruppo.

A conclusione delle attività si è costruita Birrillopoli, la città dei birilli, che i bambini di tutte le scuole coinvolte hanno realizzato pensando ad una facilitazione che rendesse accessibile il gioco, in particolare al compagno di classe affetto da disabilità.

I laboratori di “ costruzione dei birilli” hanno sottolineato l’importanza del “fare” creativo del bambino che diventa protagonista e nello stesso tempo soggetto di gioco.

La tipologia del gioco in oggetto ha in sé variabili - sia spaziali che temporali - importanti: distanze, aree, percorsi, sequenze, turni, successione di giocatori, ritmo.

Particolare significato assume la variabile sociale: gioco individuale alla scoperta di oggetti e loro utilizzi, gioco di coppia con regole proprie, gioco di squadra con regole condivise.

Molte sono le modifiche che si possono effettuare in rapporto alle problematiche di uno o più bambini disabili: modifiche che possono riguardare il campo di gioco, il tipo di palla, le modalità di afferramento del birillo ecc.

Infine di particolare significato sono “Le regole non regole” che di volta in volta i singoli gruppi di bambini stabiliscono anche in base alla presenza di bambini con disabilità per permettere che il gioco, nell’alternanza dei turni, diventi ricchezza per tutti.

 

Gli elementi del gioco e gli adattamenti

 I nostri principali elementi di gioco sono stati: il birillo, la palla e il campo di gioco.

 

 alcuni momenti del laboratorio di costruzione dei birilli

Fig. 1 Alcuni momenti del laboratorio di costruzione dei birilli

 Alcuni dei birilli realizzati

Fig. 2 Alcuni dei birilli realizzati

 

 

Il birillo

Molti sono gli elementi del birillo che possono essere oggetto di adattamento.

E’ ad esempio possibile appesantirlo, per aumentarne la stabilità ( riempiendolo di sabbia o applicando parti metalliche) o variarne il colore (ad esempio si può sfruttare il contrasto cromatico bianco-nero per favorire la fissazione e l’inseguimento visivo).

Si possono inoltre aggiungere elementi sonori (utili per chi presenta deficit della vista) e modificare le modalità di afferramento (sia per la disposizione che per la raccolta), ad esempio, se il bambino non è in grado di raccogliere il birillo gli si può applicare  un magnete e far usare un’asta metallica per afferrarlo.

Infine, si possono personalizzare i birilli con immagini piacevoli (familiari, amici), con immagini che richiamino ad un vissuto negativo da abbattere ( modello della play – therapy) o con immagini per sequenze significative o legate alla comunicazione.

 

La palla

Nella palla possono variare la forma, il materiale e la modalità di afferramento.

Possiamo inoltre avere palle di peso e grandezza diverse e diverse tipologie di presa (presa di precisione, presa di forza).

Le facilitazioni adottabili variano sulla base della disabilità presentata dal bambino e comprendono:

  • Utilizzo di palle trasparenti
  • Utilizzo di palle musicali
  • Modalità di apertura (palla trasparente formata da due metà avvitabili che permettono di introdurre elementi sonori visivi o che variano il peso della palla)
  • Variazione del volume d’aria contenuta nella palla per facilitarne l’afferramento
  • Applicazione di fori
  • Applicazione di appigli o maniglie
  • Applicazione di elementi in rilievo
  • Modifica della modalità di raccolta della palla attraverso l’applicazione di corda o utilizzando un’asta appendiabiti allungabile

 

Se si lavora con bambini con paralisi cerebrale infantile, nella scelta o nella modifica della palla, occorrerà considerare la forma di disturbo presentata.

Ricordiamo infatti che nelle sindromi spastiche domina la reazione di afferramento (grasping) ed è per questo preferibile un materiale rigido con superficie liscia, mentre nelle sindromi discinetiche domina la reazione di abbandono (releasing), una strategia di compenso che porta a stringere molto l’oggetto e che fa si che si debbano selezionare materiali morbidi con superficie porosa.

 alcuni esempi di palla

Fig. 3 Alcuni esempi di palla

 

Il campo

Per facilitare le azioni di gioco è in primo luogo necessario delimitarne lo spazio.

Diversi i materiali con cui si possono tracciare i confini del campo di gioco, ad esempio:

  • Con nastro adesivo colorato per rafforzare il canale visivo
  • Con bordi rialzati in modo da non disperdere birilli e palla (si possono usare – ad esempio - il coperchio di scatola grande, il bordo di un tappeto a “puzzle”, delle aste flessibili dei tappeti multi-attività.)
  • Con corsie antiscivolo
  • Con pannelli colorati interscambiabili
  • Con dispositivi sonori

 il campo di gioco

Fig.4 il campo di gioco

 

In alcuni casi può inoltre rivelarsi utile inclinare il campo con pannelli in cartoncino resistente o con una assicella predisposta.

I birilli possono essere disposti nel campo di gioco in posizione verticale (ad esempio una piramide con lattine di bibita o barattoli) e abbattuti con una palla grande (attività che favorisce la bi-manualità) o in orizzontale seguendo una disposizione che può variare (a cerchio, a quadrato, a triangolo).

Sulla base della presenza di una patologia specifica è inoltre possibile disporre i birilli in uno solo dei due emicampi visivi.

Anche la traiettoria che la palla deve compiere per colpire i birilli può essere evidenziata (con aste, nastro adesivo colorato, frecce, dispositivi sonori ecc.).

 

Le attività di gioco

La presenza di una disabilità non preclude la partecipazione al gioco con i coetanei.

Sulla base delle capacità residue del bambino si potranno prevedere modalità di interazione e ruoli specifici, nelle diverse fasi del gioco dei birilli, ad esempio si può:

 

  • far calciare anziché lanciare la palla
  • far fare uno slalom con la carrozzina e far raccogliere i birilli caduti in un cestino
  • far disporre al bambino i birilli o farne riprodurre la disposizione dopo che sono caduti
  • far raccogliere i birilli caduti
  • far misurare il progresso nel gioco proprio e altrui attraverso un simpatico “birillottoliere”

 

 alcuni momenti di gioco

Fig. 5 Alcuni momenti del gioco

 particolari degli adattamenti dei birilli

Fig.6 Particolari degli adattamenti dei birilli e del loro afferramento

Se il bambino lancia la palla è importante la posizione che deve assumere in partenza, posizione che può variare sulla base della distanza, del tipo di piano di gioco e del tipo di lancio da effettuare (slancio o rotolamento).

Per facilitare il bambino, può essere in alcuni casi opportuno evidenziare il piede di partenza.

 Molte le capacità che è possibile implementare nel bambino con disabilità grazie al gioco dei birilli, ne elenchiamo qui di seguito alcune:

 

  • Libertà espressiva e ricerca di nuovi moduli motori
  • Capacità di puntamento (pointing): individuazione dell’oggetto, rappresentazione del proprio corpo e della mano rispetto al corpo, previsione della traiettoria e dell’atto motorio.
  • Raggiungimento (reaching) dell’oggetto: pre-adattamento della mano, anticipazione del tipo di presa
  • Afferramento (grasping) con diverse modalità di presa
  • Forza (particolarmente nel caso del lancio a parabola della palla)
  • Precisione (particolarmente nel caso del lancio della palla al ‘re’)
  • Capacità di rispettare l’alternanza dei turni, di acquisire un ritmo e di effettuare delle pause
  • Abilità di tipo logico e di tipo spaziale

 Il gioco dei birilli si rivela quindi un gioco condiviso divertente che si presta ad essere anche strumento di riabilitazione.

Perché ciò avvenga è però importante conoscere a fondo la teoria del gioco, scomporre e analizzare le diverse fasi del gioco adattandole all’obiettivo terapeutico che ci prefiggiamo ed infine individuare le facilitazioni e le modifiche per suggerire le strategie più opportune in base ai diversi quadri patologici.

 Conclusione

Molte delle facilitazioni qui descritte potrebbero essere prese in considerazione dalle ditte costruttrici di giocattoli per rendere questo gioco fruibile da tutti.

Oltre ai birilli esistono molte altre tipologie di gioco per le quali possiamo applicare lo stesso approccio per scopi riabilitativi.

Noi operatori sia della riabilitazione che della scuola abbiamo un ruolo importante nell’individuare modifiche, strategie, adattamenti affinché il gioco sia veramente per tutti: cerchiamole insieme!

  

Fosca Franzosi

Fisioterapista Età Evolutiva

Presidente Ass.ne “Gioco anch’io”   

ffranzosi@ulss22.ven.it
 

 

Link

Associazione Gioco anch’io http://www.giocoanchio.it/

 

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