29/10/2012

CAA: SFATANDO LUOGHI COMUNI 

(da appunti dell'Ing. Rosaria Militello)

L’articolo di questo mese è tratto da alcuni appunti che la nostra collaboratrice, Ing, Militello, stava raccogliendo in vista di una pubblicazione mirata a riportare diverse esperienze di utilizzo della CAA.

L’Ing. Militello non ha potuto portare a termine il suo progetto, ma desideriamo comunque pubblicare questi cenni alle esperienze pratiche che rappresentano sempre un buono spunto per chi si avvicina a questa pratica.
Con l'invito ai nostri lettori ad integrare con i loro commenti e le loro esperienze questo articolo, privo di conclusione.
 
 
Comunicazioni aumentativa Alternativa
Dal sito di ISAAC, l’Associazione internazionale di Comunicazione Aumentativa Alternativa, riportiamo una definizione di questa pratica clinica:
Comunicazione Aumentativa e Alternativa (C.A.A.) è il termine usato per descrivere tutte le modalità di comunicazione che possono facilitare e migliorare la comunicazione di tutte le persone che hanno difficoltà ad utilizzare i più comuni canali comunicativi, soprattutto il linguaggio orale e la scrittura.
Si definisce aumentativa perché non sostituisce ma incrementa le possibilità comunicative naturali della persona.
Si definisce alternativa perché utilizza modalità di comunicazione alternative e diverse da quelle tradizionali.
Si tratta di un approccio che tende a creare opportunità di reale comunicazione anche attraverso tecniche, strategie e tecnologie e a coinvolgere la persona che utilizza la C.A.A. e tutto il suo ambiente di vita. 
 
 
Partendo da qui, vorrei affrontare, attraverso l’esperienza acquisita, alcuni luoghi comuni per sfatarli:
 
La CAA implica l'utilizzo del personal computer
La CAA si avvale di numerosi strumenti anche low tech come tabelle, fotografie, disegni ecc.
Mi è capitato ad esempio di realizzare una tabella di comunicazione con i simboli PCS per una ragazza che ama molto curare la sua persona. Tale tabella è stata realizzata con il software Clicker5 ed è utilizzata al computer con il sistema a scansione automatica con selezione attraverso il sensore Microlight attivato con il piede.
Stampando la tabella, ho provato a proporre la selezione delle immagini con l’indicazione tramite il dito e lo sguardo, puntando con gli occhi l’opzione voluta. Oppure effettuando la scansione manualmente, indicando via via ciascuna delle alternative disponibili ed attendendo un segnale di conferma condiviso.
 
La CAA è solo per le persone vedenti
In realtà le persone non vedenti con gravi problemi motori possono utilizzare un sistema a scansione con prompt acustico e scegliere l'alternativa in base a ciò che desidera esprimere. Anche in questo caso, ci si può avvalere di software che effettuano la scansione acustica o, in alternativa, contare sulla scansione effettuata dall’interlocutore con il quale stabilire un segnale convenzionale di conferma.
 
 
La CAA riguarda esclusivamente lo scambio di informazioni verbali
La CAA è partecipazione e gioco, oltre che sviluppo delle competenze comunicative. E’ fondamentale fornire ai bambini occasioni di gioco.
All'epoca della consulenza Aurora aveva 16 mesi, malata di SMA 1, bambina molto sveglia e stimolata dalla famiglia con giochi, canzoncine, ecc che riusciva ad interagire e  partecipare attraverso dei vocalizzi e puntando gli oggetti con gli occhi.
Aurora a soli 16 mesi è riuscita ad usare il computer con attività di gioco causa-effetto, quali ad esempio il completamento di figure o lo scorrimento di immagini, usando un sensore con il movimento residuo del dito indice destro. All'inizio era molto veloce, forse perché ansiosa di completare la figura ma, poi grazie al lavoro della pedagogista, ha imparato a rispettare le regole del gioco.
L’uso del computer in qualche modo sopperisce alle difficoltà di utilizzo di giocattoli. Me esiste comunque la possibilità di adattatare i giocattoli di tipo ON/OFF rendendoli accessibili , in modo da essere utilizzati da bambini con gravi problemi motori seguendo una procedura molto semplice:  nel vano batterie si inserisce il cavetto adattatore al quale si collega un sensore; il bambino deve tenere premuto il sensore per ascoltare ad esempio la musichetta del giocattolo. Se non ha sufficiente forza, si può collegare il sensore ad un temporizzatore, che permette di attivare il giocattolo alla prima pressione del sensore e  disattivarlo alla seconda pressione
Il gioco è importantissimo per sviluppare le competenze comunicative, come ad esempio l’alternanza degli scambi comunicativi tra due interlocutori.
Al riguardo è risultato assai interessante l’utilizzo di un comunicatore come Sequencer con Giada.
Sequencer è un VOCA che permette la riproduzione di messaggi in sequenza. Ciò consente di registrare messaggi sequenziali che verranno riprodotti nello stesso ordine in cui sono stati registrati ad ogni attivazione del VOCA.
Non ne ho capito subito l’importanza, ma poi l’ho usato moltissimo con ottimi risultati, per esempio ho raccontato la favola di Cappuccetto Rosso a Giada, una bimba di 3 anni affetta da sma 1.
Ho  registrato le  frasi nonnina che occhi grandi  che hai...nonnina che orecchie grandi che hai ecc.,  poi ho raccontato di nuovo la favola e Giada ha partecipato attivando il comunicatore al momento giusto. Di solito tutti i bambini partecipano al racconto; in questo caso Giada,non avendo la possibilità di parlare, ha partecipato con il comunicatore Sequencer. Capita l’importanza  di questo strumento l’ho usato in diversi modi diversi; ad esempio sempre con Giada ho giocato con la bambola registrando i messaggi “adesso mettiamo la gonna  a Sbrodolina"..."ora mettiamo le scarpe"  ecc. Giada premeva il comunicatore ed io vestivo la bambola, in un’alternanza di comunicazione e azione conseguente che ha un altissimo valore nell’insegnare il fine della comunicazione a bambini con problemi motori, che altrimenti che ben difficilmente hanno la possibilità di verificare la relazione causa effetto tra la loro comunicazione e la reazione dell’ambiente circostante.
 
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