11/05/2010

DIDATTICA MULTIMEDIALE E APPRENDIMENTO VISIVO CON LE LIM 

(Francesca Caprino)

Con l'articolo di questo mese riportiamo parte dell'intervento sul tema della didattica multimediale e dell'apprendimento visivo effettuato della Dott.ssa Francesca Caprino nel corso del convegno “Lavagna Interattiva multimediale e disabilità” organizzato dall'Istituto Statale per Sordi e dalla Medi@teca Visuale di Roma lo scorso 22 Aprile.

L'articolo affronta il tema del valore didattico delle LIM come strumento in grado di favorire, attraverso la stimolazione del canale visivo, l'apprendimento in alunni con o senza difficoltà evolutive.

 

Introduzione

Le lavagne interattive, favorendo l'apprendimento visivo, costituiscono un utile strumento didattico in grado di rispondere alle esigenze di un grande numero di studenti, compresa, secondo la definizione che ne dà il noto pedagogista Dario Ianes, la complessa galassia degli alunni con “bisogni educativi speciali” quali i casi di disabilità, gli studenti stranieri di recente immigrazione, gli studenti con DSA (esempio dislessia) ed a-specifici.

In particolare l'uso delle LIM, permettendo un ampio ricorso a risorse di tipo iconico, favorisce l'apprendimento nei soggetti sordi i quali, come è noto, posseggono capacità di apprendimento visuo-spaziale superiori alla norma, possono inoltre trarne beneficio gli studenti ipovedenti dal momento che le LIM permettono di ingrandire immagini e caratteri nonché di lavorare su aspetti quali il contrasto e il colore e di trasformare il testo scritto a mano in testo a caratteri di stampa.

Figura 1 Una LIM in classe da: http://www.spectronicsinoz.com

 

Importanza del canale visivo nell'apprendimento

La visione è un aspetto fondamentale sia sotto il profilo biologico che sotto quello socio-culturale.

Il senso della vista è la nostra principale fonte di informazione sul mondo circostante, come attestato da riscontri di natura anatomo-fisiologica: gran parte della corteccia cerebrale è infatti coinvolta nella visione degli oggetti (forma, colore) e nel controllo visivo del movimento, il nervo ottico inoltre può contare su un oltre un milione di fibre, mentre il nervo acustico ne contiene meno di 50.000.

Gli esseri umani hanno usato da sempre le immagini per trasmettere informazioni, un aspetto ulteriormente accentuato dalle nuove tecnologie.

La vista è uno dei principali canali attraverso il quale siamo in grado di apprendere e, per alcuni aspetti, un apprendimento di tipo visivo è superiore ad apprendimenti che facciano uso di altri canali.

In particolare, la ricerca in questo ambito dimostra come l'uso di materiale visivo favorisca l'apprendimento agevolando i processi menmonici dal momento che la memoria delle immagini è molto più persistente rispetto a quella di stimoli di tipo acustico.

Va inoltre sottolineato che alcuni soggetti (ad es. sordi, dislessici, soggetti con autismo) prediligono in modo netto un apprendimento di tipo visivo.

L'importanza dell'apprendimento di tipo visivo è un argomento particolarmente dibattuto non solo in ambito pedagogico ma anche nell'area della psicologia cognitiva.

Negli ultimi anni, infatti, si sono fatte strada teorie dell'intelligenza che hanno messo in crisi la preminenza dell'intelligenza di tipo linguistico-verbale.

Gardner, ad esempio, nella sua teoria delle intelligenze multiple, sottolinea il ruolo fondamentale di quella che chiama intelligenza visuo-spaziale

 

Tecnologie didattiche e apprendimento visivo: un'immagine vale di più di mille parole?

Negli ultimi anni, in ambito pedagogico, si è posto l'accento sulla necessità di stimolare, nella didattica, il maggior numero possibile di canali sensoriali.

Esiste oggi una vasta letteratura relativa all'uso dell'apprendimento visivo nella didattica: basti pensare agli studi sull'uso delle mappe concettuali e delle mappe mentali o all'uso dei supporti visivi nei multimedia.

Differentemente da quando si possa essere portati a pensare, l'importanza attribuita all'apprendimento visivo non è un fatto nuovo, in special modo nel mondo anglosassone.

Già nel 1908 la Keystone View Company, un'azienda che produceva immagini stereografiche (immagini tridimensionali ottenute attraverso due fotogrammi) pubblicava il saggio “Visual Education” in cui veniva teorizzata l'importanza dell'apprendimento visivo.

Sempre in questo periodo, negli Stati Uniti, si pubblicano cataloghi di audiovisivi per le scuole e nasce un movimento, Visual Learning Movement, che propugna la causa dell'utilizzo di audiovisivi in alternativa ai più tradizionali media per la didattica.

Negli anni '20, nonostante la crisi economica mondiale, la fortuna degli approcci che privilegiano l'apprendimento visivo continua a crescere: il sindacato degli insegnanti, National Education Association, crea al suo interno un dipartimento per la didattica visiva (Visual Instruction Department).

Crescono, allo stesso tempo, gli interessi commerciali legati al mercato degli audiovisivi per la didattica.

Negli anni '40 la guerra rallenta la ricerca sulle tecnologie didattiche ma gli audiovisivi vengono usati in modo estensivo nell'esercito, per il quale vengono realizzati oltre 1000 film e cortometraggi per la formazione del personale militare, e nell'industria.

Negli anni '50 comincia ad affermarsi l'usi didattico della televisione: la Commissione Federale per le Comunicazioni istituisce decine di canali che propongono materiali didattici di alto valore formale e contenutistico: un esempio è costituto dai nove cortometraggi realizzati per le scuole dal celebre regista Frank Capra, piccoli capolavori che coniugano fiction, animazione e documentario per spiegare a ragazzi e bambini materie quali la biologia o la fisica.

Negli anni '60 si fa sempre più strada un approccio che vede nelle nuove tecnologie per la didattica una modalità per favorire l'apprendimento, sulla base di evidenze psicologiche, psicofisiologiche e pedagogiche.

La rivoluzione arriva negli anni '70 con l'informatica: già in questo periodo l'IBM porta avanti le prime sperimentazioni didattiche con computer (PLATO, TICCIT).

Negli anni '80, con la diffusione dei personal computer, l'applicazione dell'informatica alla didattica conquista consenso.

 

Le LIM

Attualmente la principale novità nel panorama delle tecnologie didattiche è costituita proprio dalle lavagne interattive, che sono comparse sul finire degli anni '90.

La lavagna interattiva è uno strumento che racchiude in un unico oggetto le principali tecnologie didattiche precedentemente utilizzate (video proiettore, videoregistratore, televisione, computer).

Le LIM stimolano, oltre ad un apprendimento di tipo uditivo (possibilità di inserire suoni, registrazioni di voci narranti, musiche) e tattile/cinestesico, anche e sopratutto un apprendimento di tipo visivo.

I punti di forza della LIM consistono nella chiarezza degli stimoli, nelle dimensioni delle immagini, nella presenza di uno schermo dinamico, nella possibilità di creare, spostare, recuperare e salvare una grande quantità di risorse. La versatilità delle LIM permette di dare risposte personalizzate a complessi bisogni di apprendimento.

Stimolando più canali percettivi si incontrano le esigenze di studenti con stili diversi di apprendimento.

L'utilizzo di elementi visivi (statici o dinamici), in particolare stimola :

-le abilità dello studente di analizzare e processare l'informazione,

-le capacità di astrazione,

-la memorizzazione dei materiali,

-l'apprendimento cooperativo,

-la motivazione e il coinvolgimento attivo,

-le abilità di motorie,

-l'attenzione.

Per sfruttare al meglio le potenzialità di questo strumento è però necessario non sovraccaricare la lezione con un numero eccessivo di stimoli.

Mayer e Moreno, che hanno teorizzato (e sperimentato) i meccanismi percettivi e cognitivi dell'apprendimento multimediale, identificandone i principi, suggeriscono ad esempio di preferire l'associazione testo parlato/immagine a quella testo scritto/immagine (principio della modalità, principio della ridondanza), di evitare elementi non pertinenti (principio della coerenza), di presentare sempre allo stesso tempo l'immagine e i materiali verbali che la corredano (principio della contiguità spaziale e temporale).

Questi autori sottolineano come le persone apprendano meglio quando il materiale multimediale è costruito in modo coerente con il modo in cui la mente umana funziona.

Figura 2 Una LIM in classe: da http://smartboards.typepad.com

Risulta pertanto di fondamentale importanza conoscere i meccanismi dell'apprendimento e predisporre materiali in grado di rispondere alle caratteristiche cognitive, percettive (oltre che, naturalmente, emotivo-affettive) dei discenti.

Uno studio sperimentale su LIM e apprendimento visivo

A riprova dell'importanza dell'apprendimento visivo nell'uso delle LIM riferiremo di uno studio del 2002 sugli effetti delle LIM a scuola, studio condotto presso un Ateneo statunitense (Valdosta State University) da Beeland.

Questo lavoro si è avvalso di un ampio campione: 197 studenti delle scuole medie che utilizzavano nelle classi di appartenenza delle lavagne multimediali.

La prima domanda di ricerca di questo studio è stata la seguente: l'uso di LIM come strumento didattico è in grado di influenzare il coinvolgimento degli studenti?

Per rispondere a questo quesito è stato somministrato agli studenti coinvolti un questionario di gradimento delle lezioni presentate con le LIM .

Il questionario consisteva in 20 quesiti a risposta chiusa, ad ogni domanda lo studente poteva attribuire un punteggio da 1 a 4 (da “non sono affatto d'accordo” a “sono totalmente d'accordo”).

Le domande indagavano il gradimento delle LIM ed il loro effetto sul coinvolgimento (tra i quesiti proposti: mi sento a mio agio quando uso una LIM, usare le LIM mi diverte, studierei di più se i miei insegnanti usassero la LIM più spesso, mi concentro di più quando in classe le informazioni vengono date con l'ausilio di una LIM).

Dall'analisi dei questionari sono emersi dati incoraggianti: la media dei punteggi attribuiti è risultata essere infatti molto alta: 3.8 (di 4).

La seconda domanda di ricerca riguardava invece la possibilità che la metodologia con cui le LIM erano state utilizzate nelle classi potesse influenzare il loro grado di coinvolgimento.

La risposta a questa domanda è stata data comparando le risposte date al questionario dagli studenti con il metodo utilizzato nelle classi di appartenenza dagli insegnanti.

La metodologia di impiego delle LIM nelle classi è stata infatti registrata da ricercatori che hanno assistito alle lezioni e compilato un apposito formulario durante l'osservazione, rilevando con quale frequenza ed in quale misura gli insegnanti impiegassero testi, immagini, suoni, video e animazioni.

Si è inoltre tenuto conto della frequenza con cui, nelle diverse classi, gli studenti avessero interagito direttamente con la lavagna.

Da questa analisi comparativa è risultato che le lezioni più gradite sono state quelle che hanno privilegiano gli elementi visivi (video, mappe concettuali, animazioni ecc.).

Sorprendentemente il grado di interazione fisica degli studenti con le lavagne non sembra abbia avuto un grande impatto sul gradimento delle attività e sul coinvolgimento.

Questo dato può essere parzialmente spiegato dal fatto che anche nei casi in cui gli alunni non hanno fisicamente interagito con la lavagna, le attività proposte dagli insegnati (software, quiz, risoluzione di problemi) erano in grado di coinvolgere attivamente gli studenti nella lezione.

 

Francesca Caprino lazio@leonardoausili.com

 

UNA PROPOSTA FORMATIVA

 

 

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Riferimenti bibliografici

Beeland, W. (2002)

Student engagement, Visual learning and Technology: can interactive whiteboards help?

http://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/download?doi=10.1.1.135.3542&rep=rep1&type=pdf

 

McLoughlin, C. (1997)

Visual Thinking and Telepedagogy. In R. Kevill, R. Oliver & R. Phillips (Eds.), What works and why: Atti dellla 14ma conferenza annuale della Australian Society for Computers in Learning in Tertiary Education (pp. 403-417). Perth: Curtin University.

http://www.ascilite.org.au/conferences/perth97/papers/Mcloughlin/Mcloughlin.html

 

Reisier, R. (2001)

A history if Instructional Design and Technology:

Part I: A History of Instructional Media

Educational Technology, Research and Development 49 (1), pag 53-64

http://www.capella.edu/idol/HistoryofIDTPartI.pdf

Link utili

 

Mediateca visuale

Di prossima pubblicazione gli atti del convegno su Lavagna Interattiva multimediale e disabilità

http://www.mediavisuale.it/home/