26/04/2000

I DISPOSITIVI PER LA COMUNICAZIONE CON USCITA IN VOCE 

(Dott.ssa Vittoria Stucci)

(VOCAs: Vocal Output Communication Aids)

Introduzione

I comunicatori con uscita in voce (VOCAs) sono strumenti realizzati per supportare i percorsi di Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA: per una definizione vd. l’articolo in archivio "La Comunicazione Aumentativa e Alternativa").

In questo articolo parleremo esclusivamente dei VOCAs (sistemi dedicati alla comunicazione del tutto indipendenti dal Personal Computer); non saranno quindi trattate altre categorie di strumenti o modalità comunicative quali tabelle di comunicazione cartacee, linguaggi gestuali, comunicatori alfabetici e software di comunicazione (legati quindi al Personal Computer). Resta comunque inteso che la Comunicazione Aumentativa è per definizione multimodale, ne consegue che gli strumenti che un singolo utente utilizza possono essere diversi.

I VOCAs hanno generalmente l’aspetto di una tastiera più o meno complessa (si parte dal monomessaggio per arrivare ad esemplari più sofisticati con numerosi messaggi disponibili); in corrispondenza di ogni tasto o area sensibile è possibile registrare un messaggio (al quale viene generalmente sovrapposto un simbolo che ne richiama il significato); quando l’utente CAA attiva una determinata area, l’effetto prodotto è il riascolto del messaggio ad essa associata.

In sintesi: un VOCA riproduce una tabella di comunicazione con l’aggiunta dell’uscita in voce (per la definizione di tabella di comunicazione vd. gli articoli in archivio: "La comunicazione Aumentativa e Alternativa", "I sistemi grafici in Comunicazione Aumentativa")

Prima di analizzare alcune differenze tra le diverse categorie di modelli elenchiamo di seguito alcune caratteristiche che, al contrario, li accomunano.

  • Trasportabilità:

I VOCAs sono ausili di dimensioni limitate, leggeri e funzionanti a batteria (per garantire un buon margine di autonomia). Generalmente sono predisposti per essere ancorati ad un supporto; la finalità è quella di posizionarli nel miglior modo possibile in relazione alle abilità visuo-motorie dell’utilizzatore che deve avere la possibilità di raggiungerli comodamente in contesti differenti.

 

  • Semplice procedura di programmazione

La procedura di programmazione è semplice; aumentando però il numero di opzioni disponibili (programmazione con varie modalità di scansione, programmazione su diversi livelli, etc), aumenta proporzionalmente non solo la flessibilità dello strumento, ma anche la complessità della procedura di predisposizione dei messaggi.

 

  • Ridotta o nulla procedura di accensione

Questi strumenti funzionano contestualmente all’attivazione, la procedura di accensione è dunque molto rapida ("La comunicazione non può attendere!")

 

  • Uscita in voce di messaggi preregistrati

I VOCAs devono essere programmati da una persona che, con voce naturale, registra i messaggi in corrispondenza delle aree sensibili. L’attivazione di un’area provoca il riascolto del messaggio ad essa associato.

 

 

Le principali differenze tra i diversi modelli di VOCA:

1) il numero di messaggi disponibili

Una delle principali differenze tra i diversi modelli di VOCA è il numero di messaggi che è possibile registrare.

Con i primi modelli, la tendenza era quella di cercare di ampliare il più possibile il numero di messaggi a disposizione dell’utente non parlante; spesso questi ausili non possedevano la maggior parte delle caratteristiche che accomunano i modelli attuali quali trasportabilità, semplice procedura di programmazione, ridotta o nulla procedura di accensione. Successivamente sono stati realizzati anche strumenti molto più semplici rendendo questa famiglia di ausili molto eterogenea. Questi cambiamenti si sono verificati anche parallelamente all’acquisizione di conoscenze sempre maggiori sulla pratica clinica della CAA; la nascita di I.S.A.A.C. (International Society for Augmentative and Alternative Communication) ha infatti permesso maggiori scambi di esperienze e conoscenze. A seconda del tipo di utente, ma anche per la stessa persona in momenti diversi del suo percorso, gli obiettivi sono differenti, quindi anche gli strumenti devono essere predisposti pensando ad un’ampia gamma di bisogni.

A scopo puramente descrittivo, abbiamo suddiviso i VOCAs in tre categorie principali a seconda del numero di messaggi disponibili:

I comunicatori monomessaggio

 

Questi VOCAs sono costituiti da un pulsante di grandi dimensioni. La caratteristica comune a tutti è che è possibile registrare un unico messaggio.

Anche se molto semplici, questi ausili possono essere di supporto nelle fasi iniziali di un percorso di CAA per raggiungere obiettivi diversi: imparare a compiere semplici scelte, acquisire il "si " e il "no", chiedere attenzione, etc. Anche per soggetti che hanno buone competenze comunicative possono essere strumenti che offrono la possibilità di richiamare l’attenzione in modo meno impersonale rispetto al richiamo di un cicalino.

Una variante al monomessaggio sono i comunicatori che permettono di registrare una sequenza di messaggi in corrispondenza della stessa area sensibile: questi ausili, come aspetto, sono identici ai monomessaggio. I diversi messaggi vengono ascoltati attraverso una serie di attivazioni successive (la prima attivazione provoca l’ascolto del primo messaggio, la seconda di quello successivo e così via fino all’ultimo dopodiché si riparte dal primo). Questi comunicatori possono essere utili nel contesto di attività che presentano un alto livello di strutturazione, ad esempio nell’ambito di un gioco (il bagno ad una bambola, etc) o di un’attività quotidiana di routine (preparazione di una determinata merenda, etc) in cui le azioni che si susseguono sono sempre le stesse.

Lo svantaggio è che la sequenza di messaggi, una volta impostata, viene riprodotta rigidamente nello stesso ordine.

Il vantaggio che presentano è la maggior flessibilità: hanno comunque la funzione del monomessaggio, ma al bisogno è possibile programmare una sequenza.

Comunicatori con un numero di messaggi da 2 a 16

Questi comunicatori hanno l’aspetto di una tavoletta con un determinato numero di aree sensibili; ad ognuna di esse viene associato un messaggio preregistrato contrassegnato con un simbolo che ne richiami il significato (che può essere un immagine, una parola, etc).

Questi ausili sono generalmente utilizzati come passaggio successivo al monomessaggio. Spesso vengono utilizzati per creare minitabelle utili in situazioni molto specifiche (durante un gioco particolare o una determinata attività come ad esempio la lettura di un racconto in classe per offrire la possibilità di porre alcune domande sui personaggi, di fare commenti, etc).

Comunicatori con più di 16 messaggi

I modelli appartenenti a quest’ultima categoria di VOCAs, oltre a mettere a disposizione un numero molto elevato di messaggi, possiedono la maggior parte delle opzioni supplementari descritte nel paragrafo successivo. Spesso, affinché l’utente sia in grado di sfruttarli in tutte le loro potenzialità, è necessario che abbia già sperimentato strumenti più semplici. A volte vengono comunque consigliati anche ad utenti agli inizi di un percorso per i quali si intravede chiaramente la possibilità di incrementare il vocabolario individuale in tempi abbastanza contenuti.

Alcuni modelli molto sofisticati, che non ci risulta che siano ancora in commercio in Italia (un grosso ostacolo sono i costi molto elevati), sono dei sistemi simili al computer portatile con schermo tattile; il loro aspetto è infatti quello di un monitor piatto di dimensioni limitate. Per semplificare la descrizione possiamo paragonare questi ausili ad un computer portatile dedicato (che ha una serie di software installati dalla casa produttrice, ma non presenta nessuna possibilità di inserirne altri) senza la tastiera esterna.

Questi comunicatori integrano le potenzialità del PC (memoria e maggiore flessibilità di programmazione) ed alcune caratteristiche dei VOCAs (trasportabilità, lunga durata delle batterie, semplice procedura di accensione, ma sicuramente una procedura di programmazione più laboriosa). Oltre alla maggior flessibilità ed alla possibilità di espandere in modo considerevole il numero messaggi a disposizione dell’utente, il grande vantaggio che presentano è la possibilità di creare delle tabelle che integrino una serie di messaggi "pre-confezionati" per le comunicazioni veloci e prevedibili ed il codice alfabetico (quindi la possibilità di scrivere) per le comunicazioni non prevedibili.

Le tabelle così programmate compaiono sul video del sistema ed è possibile effettuare la selezione toccando lo schermo in corrispondenza dell’area prescelta o attraverso sensori esterni (per le altre modalità di selezione vedere il paragrafo successivo); una parte del video presenta una zona bianca dove vengono riportati i risultati della selezione.

 

Le principali differenze tra i diversi modelli di VOCA:

2) alcune opzioni supplementari

Nel paragrafo precedente abbiamo descritto alcune differenze tra i VOCAs concentrandoci esclusivamente sul numero di messaggi disponibili. Di seguito descriveremo alcune opzioni supplementari che differenziano ulteriormente i diversi modelli. Alcune di esse sono comuni a diversi esemplari, altre sono invece disponibili solo nei modelli più sofisticati.

Modalità alternative di selezione dei messaggi

La maggior parte dei VOCAs hanno la possibilità di collegare sensori esterni. Quest’opzione è di fondamentale importanza per utenti che, a causa di problemi di tipo motorio, non sono in grado di effettuare la selezione diretta dell’area prescelta; in questi casi il sensore, scelto in base alle abilità motorie dell’utente, viene collegato direttamente al comunicatore.

Nel caso di VOCAs monomessaggio (compresi quelli che permettono di registrare una sequenza di messaggi in corrispondenza della stessa area) l’attivazione del sensore provoca il riascolto dell’unico messaggio registrato.

Nel caso invece di VOCAs con più messaggi è necessario che il dispositivo sia programmato per funzionare a scansione (per la definizione di scansione e la descrizione delle diverse modalità v. l’articolo in archivio "La scansione: cos’è, come si può realizzare, quali problemi può presentare"). I modelli che prevedono quest’opzione presentano un indicatore luminoso in corrispondenza di ogni area sensibile. Quando la scansione parte questi indicatori si accendono in successione (producendo anche un feedback acustico); quando si illumina quello corrispondente alla casella prescelta l’utente attiva il sensore per ottenere la riproduzione del messaggio ad essa associato.

Nei modelli che possiedono molti messaggi è spesso possibile programmare la scansione riga/colonna che permette di diminuire i tempi di selezione. Alcuni comunicatori sono programmabili anche con la scansione acustica; questo significa che è possibile registrare dei brevissimi messaggi che vengono riprodotti (al posto del feedback acustico del sistema che è generalmente un beep) durante il passaggio della scansione sui diversi bersagli; quest’opzione è utile per suggerire il contenuto di ciascuna area quando l’utilizzatore, a causa di problemi visivi, non è in grado di vedere chiaramente i simboli ad essa associati. Alcuni VOCAs che presentano quest’opzione prevedono anche la possibilità di collegare degli auricolari affinché questi messaggi d’avviso, che potrebbero confondere l’interlocutore, siano uditi solo dall’utilizzatore.

Quando i VOCAs sono programmabili con la scansione automatica è sempre possibile regolare l’intervallo di tempo che separa i passaggi successivi dell’indicatore sui diversi bersagli.

In alcuni modelli è possibile programmare diverse modalità di scansione oltre a quella automatica precedentemente descritta.

Un’altra modalità alternativa di selezione è l’utilizzo di un puntatore ottico fissato sul capo (su di un caschetto o sulla montatura degli occhiali). Quest’opzione, che permette di effettuare la selezione in tempi molto più rapidi rispetto a qualsiasi modalità di scansione, è disponibile solo nei modelli più sofisticati e prevede che l’utilizzatore abbia un buon controllo del capo.

Possibilità di aumentare il numero di messaggi disponibili

Una delle caratteristiche comune a tutti i VOCAs è la trasportabilità; è infatti essenziale che l’utente abbia la possibilità di disporne in differenti contesti di vita. Aumentando però il numero di messaggi aumenta parallelamente il numero di aree sensibili e conseguentemente le dimensioni e l’ingombro dell’ausilio. Come compromesso tra queste due caratteristiche entrambe importanti, elevato numero di messaggi a disposizione e maneggevolezza dell’ausilio, sono stati realizzati alcuni modelli di VOCAs che permettono di programmare sulla medesima area più di un messaggio.

Alcuni comunicatori sono predisposti per funzionare su differenti livelli. Ad esempio se il comunicatore ha sedici caselle e quattro differenti livelli di programmazione il numero effettivo di messaggi disponibili è 64; è infatti possibile registrare 4 differenti messaggi per ogni area sensibile. In altre parole: vengono create 4 differenti tabelle comunicative contenenti 16 messaggi ciascuna e, a seconda del livello attivo, una di queste sarà disponibile.

Questa modalità di programmazione permette di predisporre delle tabelle comunicative con uscita in voce utilizzabili in contesti diversi (ad esempio a scuola, a casa, in pizzeria, etc). Quando l’utente si trova in una determinata situazione (ad es. a scuola) attiva il livello a cui è associata la tabella che in quel momento gli offre maggiori opportunità comunicative. Il passaggio tra i diversi livelli viene effettuato attraverso un pulsante; generalmente un indicatore segnala il livello attivo. Se l’utente ha difficoltà a ricordare i diversi messaggi memorizzati in corrispondenza delle diverse aree in tutti i livelli è sufficiente cambiare la scheda che riporta i diversi simboli associati ai messaggi quando viene variato il livello (quest’operazione può essere effettuata dall’accompagnatore).

Un‘altra modalità per espandere il numero di messaggi disponibili è quello di creare delle associazioni tra le diverse caselle. In questo modo in corrispondenza di un'unica area è possibile registrare più messaggi associati ad altre caselle.

Opzioni varie

Altre opzioni presenti in alcuni modelli sono le seguenti:

  • la possibilità di collegare un giocatolo adattato (v. l’articolo in archivio "Alcune idee e riflessioni sulle attività di gioco proposte a bambini con compromissioni motorie") che viene attivato contemporaneamente alla selezione di una determinata area,
  • la possibilità di variare la configurazione ovvero di variare il numero di aree sensibili (quest’opzione può essere utile per aumentare gradualmente il vocabolario di un singolo utente)
  • la possibilità di collegare sensori esterni che divengono essi stessi aree sensibili (possono sostituirne alcune o tutte).

Come già detto in precedenza i dispositivi per la comunicazione con uscita in voce sono una categoria di ausili molto eterogenea. Alcuni modelli hanno la maggior parte delle caratteristiche descritte, altri ne hanno solo alcune. In ogni caso la scelta dell’ausilio deve sempre essere effettuata in relazione ad una serie di obiettivi esplicitati in un progetto riabilitativo ben definito e realizzato in collaborazione con tutti i soggetti significativi che appartengono ai diversi contesti di vita del disabile.

Dott.ssa Vittoria Stucci