09/09/2016

IL DISTURBO DELL'APPRENDIMENTO NON VERBALE: strategie e strumenti per il lavoro in classe. Parte II B 

(Fiorella Messina)

Ecco l'ultimo articolo di Fiorella Messina, esperta di tecnologie assistive applicate alla didattica che terrà a breve 3 webinar sull'uso dei tablet per la didattica, con prezioni suggerimenti per la selezione delle app, sul tema DANV.

Prima di lasciare spazio all'articolo redatto dalla docente, vi invito a visitare la pagina della nostra offerta formativa, che comprende anche i Webinar su nuove tecnologie, autismo, didattica. Le iscrizioni chiuderanno martedì 20 settembre.

 

 

 

Oltre alla scrittura lenta e difficoltosa, i bambini con DANV hanno evidenti difficoltà nel trasferire sul foglio i loro pensieri e tendono a semplificarli sia in termini di qualità che di quantità, nonostante il buon lessico ed il livello elevato di competenza linguistica. E questa discrepanza risulta ancora più evidente nel passaggio a classi di grado successivo nella quali la forma scritta viene usata molto più frequentemente. La causa è determinata da diversi fattori:

  • lettura difficoltosa e ortografia povera
  • problemi di organizzazione in generale che si manifestano anche nell'organizzazione del testo scritto
  • problemi di coordinazione oculo-manuale
  • scarsa memoria (difficoltà sia a tenere in memoria i pensieri per il tempo che serve a trasformarli in testo scritto, sia a recuperare le parole dalla memoria)

Per mascherare i problemi edevitare critiche e brutte figure in classe, i bambini mettono in atto varie strategie: non completano i compiti assegnati, oppure non consegnano il lavoro svolto adducendo scuse di vario tipo: 'ho perso il quaderno', 'ho dimenticato il quaderno', 'non trovo il foglio nello zaino', 'ieri stavo male', 'il cane ha mangiato il foglio'.  In alcuni casi assumono anche atteggiamenti oppositivi o fingono di stare male per non andare a scuola.

A causa di questi comportamenti, le difficoltà vengono spesso scambiate per pigrizia e questa percezione crea un circolo vizioso che va a discapito del rendimento scolastico e della relazione all'interno della classe.

 

Cosa fare?

Innanzitutto, è importante comunicare regolarmente e instaurare forme di collaborazione con la famiglia e gli operatori di altri servizi.  In questo modo si possono identificare meglio i problemi e si possono individuare strategie idonee ed efficaci anche a lungo termine.

I bambini con NLD hanno bisogno di tempi più lunghi per svolgere il lavoro assegnato. Quindi anche nella produzione scritta è necessario spezzettare il compito in modo che l'alunno porti a termine solo una richiesta alla volta (per esempio, concentrarsi solo sulla fase di pre-scrittura, poi procedere al lavoro di scrittura e solo alla fine correggere gli errori e la forma). Non pretendere testi molto lunghi: è meglio puntare sulla qualità dei contenuti piuttosto che sulla quantità.

È importante fornire strumenti, cartacei e/o tecnologici, che l'alunno può consultare.

Ad esempio

  • banche di vocaboli sull'argomento
  • banche di frasi
  • elenco di parole-gancio (congiunzioni) per dare coerenza e fluidità al testo
  • checklist di autocorrezione (tabella con errori frequenti di scrittura)
  • diagrammi, grafici, schemi, mappe per generare e organizzare i contenuti
  • materiali da manipolare/multisensoriali 

 

Sotto alcune immagini che illustrano l'uso di banche di parole e frasi in attività costruite con il software Clicker 6

 

Il kit EET(Expanding Expression Tool) utilizza un approccio di tipo multisensoriale e serve a guidare in modo efficace e strutturato la produzione scritta (e orale). Ogni pallina è colorata in modo diverso e contiene domande relative a una categoria specifica.

  • Verde- A quale categoria appartiene?
  • Blue- A cosa serve? Cosa fa?
  • Occhio- Qual è il suo aspetto? Quali dimensioni, forma, colore?
  • Marrone-Di che materiale è fatto?
  • Rosa-Da quali parti è composto? Cosa fa ogni parte?
  • Bianco-Dove lo trovi? In quale luogo/situazione lo utilizzeresti?
  • DomandaCos'altro so? Altre informazioni e curiosità.

 

 

Diagrammi, grafici, schemi, mappe sono utili strumenti di supporto che vanno però associati al 'modeling' da parte del docente e vanno sempre proposti accompagnando l'alunno costantemente, verbalizzando le procedure e dando preferenza agli schemi di tipo verticale/sequenziale.

Hanno lo scopo di

  • evidenziare le relazioni tra i concetti
  • organizzare le informazioni
  • fornire rappresentazioni concrete per strutturare idee astratte
  • aiutare gli studenti a individuare la gerarchia o la sequenza dei concetti

Tipologie principali

  • diagrammi causa-effetto
  • grafici di sequenza
  • grafici dell’idea principale e dei dettagli
  • diagrammi di confronto
  • linee del tempo
  • mappe

La app App Tools4Students  raccoglie varie tipologie di schemi. Alcuni esempi:

Caratteristiche comuni e differenti

Idea principale e dettagli di supporto

 

 

Inspiration,   Kidspiration e Supermappe sono applicazioni per computer e tablet che velocemente permettono di costruire mappe di vario tipo.

 

Hanno una versione dimostrativa (LITE) per valutare il prodotto.

Inspiration e Kidspiration offrono inoltre il passaggio dalla modalità grafica alla modalità 'writing' che presenta le idee come singoli item, disposti gerarchicamente e in sequenza verticale.

Qui un link di approfondimento sulle mappe in generale e su Kidspiration in particolare. 

 

Per quanto riguarda le verifiche scritte, si consiglia di proporre verifiche a scelta multipla o di tipo vero/falso (nelle quali l'alunno deve solo cerchiare la risposta corretta) o utilizzare testi 'cloze' che l'alunno poi completa selezionando i termini da banche di vocaboli presenti sulla pagina.

Con questo si conclude il nostro viaggio di esplorazione tra gli strumenti di supporto nell'affrontare un disturbo troppo spesso trascurato, con pesanti ricadute su rendimento ed autostima degli alunni.

 

Bibliografia

Rourke, Byron (Ed.)  Syndrome of Nonverbal Learning Disabilities. Guilford Publications Inc., 1995

Stewart, Kathryn. Helping a Child with Nonverbal Learning Disorder or Asperger’s Syndrome. New Harbinger Publications, Oakland, 2002.

Thompson, Sue.  The Source for Nonverbal Learning Disabilities.  Linguisystems, 1997

Cornoldi C. 1997 “Abilità VisuoSpaziali: Intervento sulle difficoltà non verbali dell’apprendimento.” Trento, Erickson

Cesare Cornoldi  2007 (A CURA DI), Difficoltà e disturbi dell'apprendimento, pp. 344, 978-88-15-11962-9, Il Mulino

Tanguay, P.B. (2003). Parents' Commonly Asked Questions About NLD

Tanguay, P.B. (2001). Nonverbal Learning Disabilities At Home: A Parent's Guide

Tanguay, P.B. (2001). Nonverbal Learning Disabilities At School: Educating Students with NLD, Asperger Syndrome and Related Conditions

Gayle Zieman, G. (2012 February 01). RelayHealth. Nonverbal Learning Disability

The Nonverbal Learning Disorder Guide for Teachers, Parents, Employers and Therapists by Rondlayn Varney Whitney, MOT, OTR.

Helping Children Overcome Learning Disabilities, Third Edition by Jerome Rosner , 1993