25/10/1999

L’UTILIZZO DEL COMPUTER NEI DISTURBI SPECIFICI DELL'APPRENDIMENTO 

(Dott.ssa Cristina Sassi)
 

Dott.ssa Cristina Sassi (intervento tenuto a Mediaexpò 99 il 14/10/99)

Presentazione dell’intervento

L’intervento è mirato a fornire alcuni accorgimenti per affrontare attraverso gli strumenti informatici le difficoltà legate ai disturbi specifici dell’apprendimento.

Non vuole essere una trattazione teorica del tema dei DSA, quindi l’approccio, che si rifà all’impostazione del Dott. Stella, sarà solo brevemente trattato per far sì che ci sia condivisione dei termini utilizzati. Per un ulteriore approfondimento, si rimanda al testo edito da Rizzoli "Quando un bambino non sa leggere" di Biancardi e Milano, 1999.

Non parleremo qui dei numerosi software riabilitativi (Anastasis, per fare un nome, ne produce di estremamente mirati), ma di come si può aggirare il problema "sindrome dislessica" se non è completamente recuperabile (o mentre, parallelamente, si cerca di risolverlo).

Il problema è: se un bambino non sa leggere e scrivere in modo adeguato, come posso fare in modo che possa comunque seguire le lezioni al pari degli altri?

Cosa si intende per DSA

Diagnosi differenziale

In questa sede tratteremo il DSA comprendendo al suo interno dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia.

Saranno esclusi tutti i disturbi, quali fobia della scuola, ritardo mentale, DDA (disturbo da deficit dell’attenzione), ecc che invece rientrano nei disturbi dell’apprendimento non specifici.

La diagnosi differenziale dei DSA prevede che vengano escluse, per tali disturbi, cause riferibili al livello cognitivo, all’ambiente socioculturale, a deficit neurologici o sensoriali.

Il che significa che, se si parla di un disturbo di lettura (dislessia), questo può essere diagnosticato come tale solo se si esclude che la causa sia una inibizione affettiva o una deprivazione culturale, uno scarso livello intellettivo che non consente la completa acquisizione della letto-scrittura, o disturbi di origine organica che non consentano la corretta percezione degli stimoli: in questo caso il problema sarebbe secondario ad un altro tipo di disturbo, trattando o risolvendo il quale, anche il disturbo di lettura associato si presume verrebbe ad essere risolto.

 

Definizione

DSA

In genere per disturbo specifico dell’apprendimento si intende la sindrome dislessica: ormai sta rientrando nel linguaggio comune questa definizione che comprende disturbi che si presentano spesso associati, tanto che oggi il termine stesso di dislessia tende ad includere anche le altre componenti (disgrafia, disortografia, discalculia).

Per dislessia si intende una difficoltà di lettura, che comporta tempi lunghi ed una notevole produzione di errori (la cattiva comprensione si presenta spesso associata, ma è conseguente alla cattiva lettura)

Per disgrafia si intende una scrittura costantemente disarmonica e difficilmente intelligibile anche per l’autore stesso.

Per disortografia si intende una scrittura con notevoli errori, per i quali esistono differenti classificazioni.

Per discalculia si intende la difficoltà nel gestire i numeri e le operazioni con essi.

In genere si considera che competenze paragonabili a quelle acquisite in quarta elementare siano sufficienti per affrontare in modo adattato le richieste comuni e quotidiane. Se si osserva un notevole ritardo che fa presupporre che questo livello non venga acquisito, è bene fornire al bambini strumenti alternativi: la lettura e la scrittura, occorre ricordare, sono un mezzo per acquisire ulteriore conoscenza e per esprimersi. Se non sono accessibili o se richiedono sforzi eccessivi, occorre trovare strade alternative per conoscere ed esprimersi.

Tra queste, il computer offre un valido aiuto.

Il computer come ausilio

Disgrafia

Per avviare ai movimenti che saranno utilizzati nella scrittura, alla scuola materna vengono proposti esercizi di pregrafismo. Anche attraverso Paintbrush (Windows-Accessori) è possibile proporre attività di questo tipo. Esistono poi altri software che consentono di esercitarsi all’utilizzo del mouse.

La scrittura al computer permette di differenziare lettere (a ed o) che la scrittura disgrafica può rendere difficilmente riconoscibili. La tastiera, inoltre, facilita i movimenti fini della mano e quindi prepara ad una migliore agilità anche nella scrittura manuale: risulta quindi essere un supporto per il recupero della disgrafia.

Per facilitare la localizzazione e l’identificazione delle lettere, esistono tastiere semplificate che riducono al minimo l’impegno cognitivo richiesto per la scrittura. Se queste non risultassero sufficienti, esistono anche tastiere riconfigurabili che consentono, ad esempio, di personalizzare le tastiere passando dallo stampato maiuscolo allo stampato minuscolo.

Disortografia

Per correggere gli errori ortografici ed anche per favorirne la consapevolezza, esistono tra gli strumenti di Word due validi aiuti: il correttore ortografico e la correzione automatica.

Il correttore ortografico consente anche di decidere se segnalare o meno durante la digitazione gli errori commessi (può essere a volte frustrante, a volte un valido aiuto).

La correzione automatica può essere personalizzata dal singolo utente inserendo gli errori più frequenti e la forma corretta che li sostituirà automaticamente.

Può inoltre essere utile la sintesi vocale con la lettura parola per parola, che consente di confrontare la stringa fonologica che si è cercato di produrre con quella effettivamente prodotta. E’ anche importante il tono "anaffettivo" con cui il computer legge anche gli errori.

Una ulteriore alternativa può essere il comando vocale, che consente di dettare direttamente al computer i contenuti che questo trasforma automaticamente in forma scritta.

Dislessia

Il software didattico può essere una valida alternativa allo studio su supporto cartaceo: consente un apprendimento "esplicito", in cui il contenuto è mostrato direttamente e non descritto. A ciò si aggiunge la possibilità di rinforzare l’efficacia del messaggio attraverso al sinergia di diversi canali comunicativi, cosa che facilita l’apprendimento in quanto utilizza diversi canali, attraverso i quali è possibile poi ritrovare la traccia mnestica di quanto appreso.

Gli ambiti di utilizzo del sw possono essere: educativo, riabilitativo e terapeutico.

Se il compito di lettura non è aggirabile, è possibile utilizzare una sintesi vocale che legga il testo al posto del soggetto, o che lo accompagni nella lettura.

Attraverso uno scanner anche i testi su supporto cartaceo possono essere acquisiti e trasformati in testo attraverso i programmi OCR, oggi ormai comunemente in dotazione con l’acquisto di uno scanner.

Esiste poi la possibilità di avvicinare romanzi ed altri testi in forma registrata: in genere le Associazioni per non vedenti offrono registrazioni su cassetta di molti testi. Una tra queste è il Centro distribuzione del libro parlato, Unione Italiana Ciechi, ROMA. Nastroteca per ciechi (utilizzabile anche da dislessici) con nastri registrati di romanzi ed altri libri.

E’ utile inoltre consentire ai ragazzi di registrare le lezioni.

Discalculia

In genere viene aggirata consentendo al soggetto l’utilizzo della calcolatrice o delle tavole pitagoriche. Una calcolatrice è disponibile anche in Windows.

 

Conclusioni

Concludendo, si può affermare che esistono diverse alternative in grado di fornire supporto a chi, pur motivato ad apprendere, incontra difficoltà con i metodi tradizionali di insegnamento.

Tali strumenti e strategie potranno contribuire, si spera, a ridurre l’alta percentuale di insuccessi scolastici che si riscontra con soggetti che presentano questo tipo di disturbi.

Dott.ssa Cristina Sassi - Leonardo S.r.l.


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