27/09/2001

LA COMUNICAZIONE AUMENTATIVA/ALTERNATIVA E L'UTILIZZO DEL CODICE ALFABETICO. Esempi di strategie e strumenti 

(Dott.ssa Cristina Sassi)

Seconda parte

Nell’articolo di Luglio abbiamo introdotto l’utilizzo del codice alfabetico nella comunicazione “faccia a faccia”, approfondendo la descrizione di strumenti “poveri”.

Rimandiamo a tale articolo per l’introduzione teorica all’argomento che verrà trattato questo mese, e cioè gli ausili tecnici per la comunicazione che utilizzano il codice alfabetico.

Gli ausili tecnici per la comunicazione alfabetica, rispetto a strumenti più semplici, presentano una caratteristica importante: possiedono una memoria. Tale caratteristica non solo consente di evitare la ricomposizione di messaggi frequenti, ma facilita anche il compito dell’interlocutore parlante che non dovrà più tenere in memoria tutte le lettere selezionate.

Alcuni di questi ausili provengono dalla normale distribuzione di strumenti informatici: si tratta, cioè, di strumenti nati non per consentire di comunicare a persone non parlanti in possesso del codice alfabetico, ma per diverse finalità e per un mercato più esteso. Altri invece sono nati espressamente come comunicatori.

I comunicatori alfabetici portatili sono simili a tastiere con un display che consente di visualizzare quanto viene digitato. In alcuni casi un doppio display consente a chi digita di controllare quanto viene scritto, mentre contemporaneamente l’interlocutore, posto di fronte, legge sull’altro display il contenuto del messaggio.

In genere questi comunicatori presentano diversi adattamenti per consentirne l’utilizzo anche da parte di chi presenta severe compromissioni motorie e/o sensoriali: esclusione dell’autoripetizione dei tasti, semplificazione del numero dei caratteri sulla tastiera, lettere ben visibili sui tasti, regolazione della luminosità del display, possibilità di associare una sintesi vocale che legga i messaggi, possibilità di memorizzare alcuni messaggi di uso comune da richiamare velocemente al bisogno, possibilità di utilizzo della scansione. In quest’ultimo caso, al posto dei tasti della tastiera compare un pannello che riporta le varie lettere sulle quali si sposta automaticamente un indicatore luminoso: l’utente effettua la selezione con un sensore quando viene evidenziato il carattere prescelto e quest’ultimo viene trasferito nel display superiore. Un esempio di tale categoria è il comunicatore LightWriter – Toby Churchill, U.K.

Una soluzione alternativa, che consente, al bisogno, di collegare il comunicatore al computer, è data da alcune tastiere portatili con display nate per facilitare il compito di scrittura a studenti con disgrafia, consentendo loro di avvalersi in classe del vantaggio della videoscrittura senza l’ingombro del computer (QuickPAD – QuickPAD Tech; AlphaSmart 3000 – AlphaSmart, Inc.).

Queste tastiere, delle dimensioni della tastiera di un computer portatile, presentano un display sul quale è possibile o visualizzare i messaggi digitati, oppure richiamare messaggi precedentemente scritti e suddivisi in diversi files e cartelle a seconda della necessità (ad esempio, il messaggio “Ho sete, mi potresti versare un bicchiere di Coca Cola?” può essere nominato “Sete” ed essere salvato nella cartella “bisogni primari”).

Le tastiere possono essere collegate direttamente alla stampante, oppure possono inviare i files al computer tramite ricevitori a raggi infrarossi.

La gestione dei files e delle cartelle è piuttosto semplice, ed i messaggi vengono salvati automaticamente.

Lo svantaggio che alcune di queste tastiere presentano è che, non essendo nate espressamente per essere utilizzate da persone con difficoltà motorie e/o sensoriali, in alcuni casi possono risultare “difficilmente accessibili”. Il vantaggio, data la maggiore distribuzione di questi strumenti, è dato dal costo, maggiormente contenuto.

Una ulteriore soluzione, facilmente reperibile in commercio, ma che richiede competenze informatiche maggiori, è data dall’utilizzo dei palmari, molti dei quali presentano lo schermo tattile o una tastiera con tasti molto piccoli: anche in questo caso, quindi, l’utilizzo può essere precluso a chi presenta handicap motorio o sensoriale (Revo - Psion PLC; PalmOS – Palm Inc; Nokia 9210 Communicator - Nokia Corp.).

Esistono comunicatori simbolici e alfabetici che hanno l’aspetto di una tastiera con lo schermo tattile (come ad esempio Dinamo -Dynavox Sunrise Medical). Sono veri e propri computer portatili dedicati, con memoria pressoché illimitata, che consentono di selezionare lettere o simboli direttamente toccandoli sullo schermo o tramite la scansione. Tali sistemi consentono di registrare un certo numero di messaggi, o di farli verbalizzare tramite la sintesi vocale. Per il momento il costo di questi ausili rimane assai elevato e, a quanto ci risulta, non sono ancora state rilasciate versioni che comprendano la sintesi vocale in italiano. Data l’estrema flessibilità e trasportabilità di questi ausili, sicuramente nel futuro il loro utilizzo andrà ampliandosi.

Per il momento, l’utilizzo del computer per comunicare è sicuramente la prima soluzione che appare adeguata se l’utente è in grado di scrivere: ancora una volta, prima di introdurre la comunicazione tramite computer, vogliamo sottolineare che questa soluzione è indicata solo nel caso in cui non si abbia la necessità di spostarsi in diversi ambienti per un tempo prolungato. Il computer, con relativo monitor, costituisce un ingombro ed un ostacolo alla comunicazione faccia a faccia. Anche nel caso che si utilizzi un computer portatile, per il momento il peso dello strumento e la breve durata delle batterie non lo rendono un comunicatore efficiente.

La necessità che più volte viene segnalata da utenti non parlanti, che utilizzano il computer e sanno scrivere, è quella di dar voce ai loro messaggi, per poter attirare l’attenzione dell’interlocutore.

Il consiglio è quello di scrivere (con la normale tastiera o una tastiera a video – una è compresa in Accesso Facilitato nelle nuove versioni di Windows) in un programma di videoscrittura che comprenda la sintesi vocale (come ad esempio IntelliTalk di IntelliTools Inc.; C.A.R.L.O. di Anastasis; Clicker 4 – Crick Software) o di utilizzare tastiere a video che già comprendono la possibilità di associare la sintesi vocale che rilegga le singole lettere, le parole o le frasi intere (Wivik con Wivox e sintesi vocale – PRC Comp).

Un’ultima importante informazione per gli utenti: nel caso in cui questi strumenti vengano utilizzati da persone non parlanti e con l’obiettivo di facilitare la trasmissione di messaggi, possono essere prescritti tramite Nomenclatore Tariffario (codice di classificazione ISO 21.15.09.003: tale prescrizione dà diritto ad un contributo da parte dell’Azienda USL che nel Nomenclatore Tariffario era quantificato in lire 939.350 più IVA).

In ogni caso le soluzioni adottate devono essere attentamente valutate sulla base delle specifiche esigenze di ogni utente.

Un ultimo suggerimento: gli strumenti poveri dovrebbero sempre affiancare gli ausili tecnici per avere comunque la possibilità di comunicare anche nel caso in cui questi ultimi non siano disponibili. Una tabella cartacea difficilmente si danneggia in modo irreparabile e si può utilizzare ovunque.

Dott.ssa Cristina Sassi c.sassi@leonardoausili.com