18/10/2015

NOMENCLATORE TARIFFARIO E NUOVE TECNOLOGIE. A QUANDO L'AGGIORNAMENTO?  

(Cristina Sassi - Psicologa, esperta in Tecnologie Assistive)

 

IL CONTRIBUTO DI ASSOAUSILI ALLA TAVOLA ROTONDA 

NOMENCLATORE TARIFFARIO E NUOVE TECNOLOGIE. A QUANDO L'AGGIORNAMENTO?

Caltanissetta, 16 Ottobre 2015

Meeting Forum Disabil@bile

 

Durante le due giornate in cui si è tenuto il forum (15 e 16 Ottobre), diversi attori si sono incontrati e confrontati sui temi dell'inclusione sociale ed empowerment del cittadino disabile, con focus su modelli organizzativi e nuove tecnologie.

un momento della tavola rotonda

Io sono intervenuta in rappresentanza di Assoausili, l'associazione di categoria che riunisce aziende operanti nel settore delle tecnologie inclusive; tali strumenti rappresentano la punta di diamante delle novità introdotte dalla bozza del nuovo Nomenclatore Tariffario.

Questa bozza di documento, pubblicata a febbraio 2015, giace ora al tavolo della discussione tra Stato e Regioni, ed attende il vaglio di alcune Commissioni Parlamentari.

Un appunto, rilevato anche da altre associazioni di categoria, è che questa bozza è stata partorita a seguito di una gestazione di cui nessuno era al corrente al di fuori del Ministero della Salute che l'ha promossa (la bozza, peraltro, non è stata ufficialmente riconosciuta dal Ministero stesso).

In uno sfortunato tentativo precedente di rinnovo del Nomenclatore Tariffario (2007), erano stati convocati al tavolo della discussione diversi interlocutori, con la richiesta di apportare un contributo tecnico ed esperienziale al rinnovo dell'elenco degli ausili ed alla revisione della loro modalità di erogazione.

In questa ultima occasione ciò non è avvenuto, e questo rappresenta motivo di rammarico per chi opera nel settore con ruoli diversi tra loro complementari.

Occorre riconoscere che per il settore degli ausili informatici e per la comunicazione, finora esclusi o comunque inseriti marginalmente nell'elenco, qualsiasi rinnovo non può che essere considerato un passo in avanti rispetto ad una situazione ormai non più tollerabile di negazione del diritto della persona disabile ad avere accesso ai nuovi strumenti di inclusione e per l'autonomia.

Il mio intervento, e questo fa amaramente sorridere, ha ricalcato nei contenuti il documento prodotto nel 2007 dalla nostra Associazione: da allora nulla è cambiato, e già allora il rinnovo era considerato una urgente necessità.

I punti critici che permangono anche nella nuova bozza sono molti; primo tra tutti la delega alle Regioni della normativa che regolerà la fornitura degli ausili.

Le aziende che appartengono a questo settore operano su tutto il territorio nazionale: avere 20 normative diverse significa per noi un incredibile appesantimento, che nulla è in confronto alla ben più grave conseguenza che ricade sugli utenti: inutile nascondere che le singole regioni viaggiano a diverse velocità, e questo finirà per favorire alcuni utenti e penalizzarne altri, pur a parità di diritti.

Una preoccupazione condivisa quasi all'unanimità è poi prevedere la gara d'appalto per l'identificazione degli ausili che ciascuna azienda fornirà ai propri assistiti: nonostante sulla carta il criterio della qualità abbia un peso considerevole nelle valutazioni in sede di aggiudicazione, abbiamo quasi sempre visto prevalere la logica del risparmio, con grave ricaduta sul valore delle forniture. Questi ausili dovrebbero fornire a lungo nel tempo buone prestazioni con il minor numero possibile di interventi di riparazione, che soltanto una elevata qualità degli stessi può garantire.

Ritengo poi superfluo approfondire l'evidenza che l'aggiudicazione tramite gara mai potrà rispondere ad esigenze per le quali le soluzioni dovrebbero essere massimamente personalizzate per potersi rivelare efficaci.

E non si pensi che la gara sia una modalità economica di identificazione di prodotti e servizi, considerata la burocrazia che ne appesantisce e prolunga il processo di esecuzione.

La burocrazia comporta un costo sociale ed economico pesantissimo, e purtroppo la bozza prevede una ulteriore tappa nel processo di fornitura degli ausili, richiedendo preliminarmente l'istituzione di un repertorio di medici prescrittori abilitati a decidere quali ausili concedere agli aventi diritto.

Chi realmente opera con gli ausili informatici e per la comunicazione, supportando l'utilizzatore nella scelta e nell'uso -quando necessario- di solito è un professionista che si occupa di riabilitazione, non di diagnosi e cura; la medicalizzazione del processo non aiuta a mettere a fuoco il ruolo sociale che questi ausili supportano. Logopedisti, terapisti occupazionali, terapisti della neuropsicomotricità, fisioterapisti sono coloro che solitamente indirizzano il medico prescrittore: perchè non riconoscere loro questo aspetto della loro professionalità abilitandoli direttamente alla prescrizione, col vantaggio ulteriore di snellire il corso della pratica di richiesta per l'erogazione?

Rimanendo in tema di ottimizzazione delle risorse, un ultimo spunto: non viene preso in considerazione in nessun modo il servizio di noleggio, che nei casi di patologie degenerative o in evoluzione potrebbe garantire all'utente ausili non obsoleti e rispondenti via via a mutate esigenze, con vantaggio economico anche per le Aziende Sanitarie.

Tra gli aspetti decisamente positivi introdotti dalla bozza, rientra finalmente l'esplicito riferimento all'utilizzo di componenti standard nel sistema ausilio, che chiarisce una volta per tutte il malinteso che tanti danni sta creando nel nostro settore, e cioè che i dispositivi forniti debbano essere dispositivi medici (vincolo che non è sostenuto da alcuna norma). Un software di comunicazione deve necessariamente essere installato su un supporto informatico, che mai potrà essere considerato dispositivo medico.

La nuova classificazione introdotta risponde poi alla reale richiesta proveniente dal nostro mercato, garantendo gli strumenti per l'accesso al computer anche ad utenti con difficoltà motorie o cognitive -e non soltanto con disabilità sensoriali, gli unici finora tutelati dalla normativa in vigore- fino ad oggi costretti quasi sempre ad acquistarli privatamente.

Un'altra categoria che finalmente trova una risposta ad un diritto riconosciuto -legge 170/2010- è quella delle persone (studenti in massima parte) con disturbo specifico dell'apprendimento, per i quali è stato identificato nel Nomenclatore il canale di finanziamento degli strumenti che la succitata legge riconosce loro come diritto.

Ci auguriamo davvero che questo periodo di silenzio che perdura e preoccupa sia in realtà occasione di messa a punto ed ottimizzazione della bozza pubblicata, per avere in tempi brevi uno strumento aggiornato, trasparente ed equo, a tutela della dignità di chi di questi strumenti necessita.

 

Cristina Sassi

c.sassi@leonardoausili.com