30/06/2003

PROSPETTIVE NELLA RIABILITAZIONE DEI DISTURBI SPECIFICI DELL'APPRENDIMENTO: NOTE DALL'ULTIMO CONVEGNO DELL'ASSOCIAZIONE ITALIANA DISLESSIA 

(Dott.ssa Francesca Caprino)

Si è tenuto a Roma il 17 e il 18 Maggio scorsi l'annuale convegno promosso dall'Associazione Italiana Dislessia.

Il titolo dell'iniziativa era "Verso un nuovo approccio nella scuola e nei servizi". L'affollatissimo incontro è servito come di consueto a fare il punto sul vasto pianeta dei DSA per quanto riguarda la ricerca e le prassi riabilitative e di prevenzione.

Numerosi gli interventi che hanno riguardato temi eterogenei che andavano dalle componenti visive del disturbo di lettura (prof. Pierluigi Zoccolotti) ai problemi psicopatologici connessi ai disturbi di apprendimento (prof. Gabriel Levi).

Non essendo possibile riassumere in questa sede la grande quantità di contributi portati al convegno, ci limiteremo a dare un breve resoconto degli interventi riguardanti la riabilitazione dei disturbi specifici dell'apprendimento, un tema che ha già trovato spazio sulle pagine di questo sito.

Ci è sembrata a questo proposito di particolare interesse la ricerca condotta dal dott. Iozzino di Roma, psicologo presso la ASL RM A e presidente della locale sezione dell'AID.

La ricerca di Iozzino rappresenta un tentativo di realizzare una valutazione differenziale dei diversi interventi riabilitativi rivolti ai dislessici.

Come il dott. Iozzino ha evidenziato, a tutt'oggi solo un esiguo numero di pubblicazioni scientifiche ha preso in esame il tema della riabilitazione fonologica e metacognitiva dei disturbi specifici dell'apprendimento.

Le metodologie messe a confronto sono state essenzialmente di due tipi: tecniche tradizionali di tipo logopedico e metodi non logopedici.

Il confronto ha riguardato, per quanto concerne le tecniche logopediche, metodologie molto diffuse, come quella dell'olandese Bakker (che fa riferimento ad un modello eziologico secondo il quale alla base della dislessia vi sarebbe un'anomala connessione dei due emisferi cerebrali), e quella di Davis (basata su specifiche tecniche di rilassamento, di rinforzo dell'autostima e di allenamento percettivo e apprenditivo).

Sul versante delle metodologie non logopediche sono stati valutati dei protocolli che comprendevano l'esecuzione di specifici software per l'apprendimento della lettura come il programma "Reader" messo a punto dallo stesso dott. Iozzino ed un altro programma dalle caratteristiche similari, progettato dal dott. Tressoldi di Padova. "Reader", come altri software dell'area della letto-scrittura rivolti a bambini dislessici, prevede la comparsa di parole sul monitor da sinistra verso destra (come avviene nei normali processi di lettura) e presenta degli effetti di mascheramento di difficoltà crescente. La correttezza delle risposte delle prove di lettura presentate al campione prescelto sono state misurate in termini di velocità e correttezza. Non sono pertanto state prese in esame le performances riguardanti la comprensione del testo.

Sorprendenti i risultati della ricerca: i metodi riabilitativi basati sull'esecuzione di compiti di lettura svolti attraverso dei software specifici si sono rivelati più efficaci rispetto ai metodi tradizionali, come quello Davis.

Nello specifico: lo studio effettuato da Iozzino con il software 'Reader' ha riguardato 21 bambini. Di questi il 51% è migliorato sia in termini di correttezza che di rapidità, il 24% è migliorato solo nella correttezza il 10% solo in rapidità, solo il 5% non ha riportato miglioramenti significativi.

Gli esercizi sono stati svolti a casa per un periodo di tre mesi, per dieci minuti al giorno, cinque giorni a settimana.

Confortanti anche i risultati del follow up condotto successivamente, i buoni esiti raggiunti sembrano infatti mantenersi stabili nel tempo, anche se in taluni casi è possibile che vi siano delle regressioni.

La modalità migliore sembra essere quella di intervallare dei cicli riabilitativi a dei periodi di pausa. Inoltre il dott. Iozzino ha sottolineato come gli interventi possano protrarsi nel tempo, anche con ragazzi già grandi, come dimostrano alcuni casi clinici da lui riportati durante l'intervento. La riabilitazione può dunque proseguire anche dopo la scuola dell'obbligo, dipende dagli obiettivi che i ragazzi si prefiggono.

Questa constatazione sembra essere in linea anche con il successivo intervento del dott. Biancardi che ha parlato della dislessia nell'adulto. Biancardi, come Iozzino, ha sottolineato la relatività degli obiettivi che un intervento riabilitativo deve porsi: è giusto fermarsi alla soglia delle famose quattro sillabe al secondo o ci si può spingere oltre? La tradizionale concezione che vuole come ottimale il livello di lettura raggiunto normalmente in quarta elementare è forse da rivedere. Anche perché, come riporta lo stesso Biancardi, sono sempre più frequenti i casi di dislessici adulti (mai diagnosticati in precedenza) che richiedono una valutazione e a volte anche di poter seguire un iter riabilitativo per migliorare le capacità di lettura. Quindi finalità e durata di un intervento devono essere sempre adattate alle caratteristiche di chi lo richiede, alla sua volontà e agli obiettivi personali che stabilisce.

Resta una domanda: i metodi basati sull'uso di programmi informatici sono efficienti, oltre che efficaci? Ovvero qual è il rapporto costi- benefici di queste tecniche?

Anche sul versante dell'efficienza i risultati riportati da Iozzino sembrano essere promettenti, è infatti possibile far seguire l'intervento riabilitativo da casa e con dei tempi molto ridotti rispetto ad altre tecniche.

Lo svolgimento degli esercizi da casa, ha sottolineato Iozzino, non elimina comunque la necessità di un intervento riabilitativo più articolato.

La presa in carico deve infatti riguardare famiglia, scuola, equipe diagnostica e logopedista. Iozzino ha ribadito come la riabilitazione sia un fatto complesso che deve necessariamente riguardare più contesti. In particolare il supporto logopedico deve essere mirato a rinforzare l'autostima e la motivazione e ad accompagnare il bambino in un percorso terapeutico che sia mirato alla comprensione del contenuto dei testi. L'intervento di un logopedista è inoltre un elemento indispensabile per favorire nel bambino un lavoro meta-cognitivo finalizzato all'organizzazione di un metodo di studio adeguato.

Iozzino ha inoltre sottolineato come chi mette a punto e conduce un progetto riabilitativo non debba mai dimenticare che il bambino dislessico ha un suo mondo interno, fatto spesso di paura di crescere, di avversione verso le novità, talvolta di fusionalità nel rapporto con i genitori.

Per aggiornamenti su altre iniziative rimandiamo al sito dell'Associazione Italiana Dislessia www.dislessia.it

(Dott.ssa Francesca Caprino)