06/06/2008

AUSILI TECNOLOGICI: UTILIZZO DEL COMPUTER COME SOSTEGNO ALL'APPRENDIMENTO LINGUISTICO E ALLA COMUNICAZIONE

L’articolo di questo mese è tratto dalla tesi di laurea :”L’anartria nelle Paralisi Cerebrali Infantili: esperienza di un trattamento logopedico delle competenze linguistiche necessarie alla comunicazione attraverso l’uso di codici e strumenti alternativi” presentata dal dott. Gabriele Bianco presso la facoltà di Medicina e Chirurgia (corso di laurea in Logopedia) dell’Università degli Studi di Padova. Si tratta di un lavoro ricco e ben articolato che parte dalla descrizione dettagliata della Paralisi Cerebrale Infantile (classificazione, quadri clinici e disturbi associati) per passare poi alla descrizione dei prerequisiti all’apprendimento della lingua scritta.
Gli ultimi due capitoli entrano nel merito degli argomenti da noi trattati: gli ausili tecnologici e la descrizione di un caso clinico. L’articolo di questo mese sarà dunque dedicato agli ausili tecnologici di cui il Dott. Bianco fornisce un’esauriente panoramica. Nella News di giugno pubblicheremo la descrizione del caso.
Ringraziamo sentitamente il Dott. Bianco per averci dato l’opportunità di far conoscere il suo lavoro.



La comunicación escrita es el vehículo más utilizado para la enseñanza y la transmisión de la cultura, sin olvidar que estimula el desarrollo cognitivo, la imaginación y que es la herramienta del pensamiento. Así, la lectura y la escritura se constituyen en instrumentos que permiten mejorar el sistema lingüístico y comunicativo del sujeto, proporcionándole la llave de acceso a otros aprendizajes.
Las posibilidades de comunicación que actualmente ofrece la tecnología de apoyo a las personas que no poseen lenguaje oral se amplían enormemente cuando el código de acceso es el alfabético.
(López, C.I., Taibo, M.L.G., 2006. La alfabetización emergente en personas con necesidades especiales de comunicación. Relazione presentata in occasione delle Jornadas Nacionales de Sistemas Aumentativos de Comunicación, Zaragoza, 24-25/03/’06).


La comunicazione scritta è il mezzo più utilizzato per l’insegnamento e la trasmissione della cultura, senza contare che stimola lo sviluppo cognitivo, l’immaginazione e che è il fondamento del pensiero. In questo modo, la lettura e la scrittura diventano strumenti che consentono di migliorare il sistema linguistico e comunicativo del soggetto, fornendogli la chiave d’accesso ad altri apprendimenti. Le possibilità di comunicazione che gli ausili tecnologici attualmente offrono alle persone che non possiedono il linguaggio orale si ampliano enormemente quando il codice di accesso è quello alfabetico (trad.libera).


3.1 Premessa

Any item, piece of equipment or product system whether acquired commercially off the shelf, modified, or customized that is used to increase or improve functional capabilities of individuals with disabilities.
(Definizione di “assistive technology”, pubblicata nella Public Law 100-407, USA citata in Cook e Hussey, 1995, p.5)

Negli ultimi decenni, la comparsa sul mercato di una serie di applicazioni tecnologiche destinate a persone con Bisogni Educativi Speciali (Special Educational Needs, Necesidadaes Educativas Especiales), sviluppate secondo una prospettiva funzionale e abilitativa ha permesso un miglioramento significativo nella qualità di vita di questi individui, favorendone al contempo l’integrazione e la partecipazione alla vita sociale (Soro-Camats, 2000).
I progressi tecnologici in campo informatico, soprattutto quelli riguardanti le aree della comunicazione e degli apprendimenti scolastici, hanno costituito, specialmente per i portatori di Paralisi Cerebrale Infantile, un vantaggio significativo per l’accesso ai contenuti curricolari, tramutandosi conseguentemente in migliori opportunità formative e lavorative (Suárez, Aguilar, Rosell e Basil, 2000).
I dispositivi standard per l’ingresso dell’informazione al computer sono la tastiera e il mouse. Tuttavia, in molti casi il loro utilizzo costituisce un problema per gli individui con P.C.I.: si ricorre perciò all’uso di quei sistemi e/o dispositivi alternativi che più si adattano all’utente.

3.2 DISPOSITIVI E PROGRAMMI INFORMATICI PER LA disabilità

3.2.1 Dispositivi di ingresso e metodi di accesso al computer

Secondo diversi autori (Cook & Hussey, 1995; Sánchez, 1997; Suárez, Aguilar, Rosell e Basil, 2000; Martín-Caro e Junoy, 2001) gli ingressi e i metodi di accesso al computer possono essere di diversi tipi:

Accesso diretto - L’accesso al computer avviene direttamente tramite il proprio corpo (voce, mano, dito, piede, occhio) o mediante un dispositivo specifico di controllo. Nell’accesso diretto, non vengono utilizzati strumenti intermedi, per cui l’attivazione del computer è immediata. È la forma più rapida ed efficiente per consentire l’accesso al maggior numero di programmi informatici. Al contempo, tuttavia, è il sistema che richiede di più all’utente, in termini di precisione e controllo dei movimenti;


Accesso indiretto - L’accesso al computer avviene indirettamente, tramite l’uso di dispositivi intermedi (in particolare tramite l’uso di sensori) per attivare le opzioni desiderate e mediante l’impiego di programmi informatici specifici. I sistemi di accesso indiretto sono destinati a persone con gravi limitazioni motorie. Il sistema a scansione è il metodo di accesso più utilizzato e può essere di due tipi: semplice e complesso. Nella scansione semplice il cursore scorre automaticamente lungo tutte le opzioni fino ad arrivare a quella desiderata. La scansione complessa permette di selezionare anticipatamente la riga o il blocco in cui si trova l’opzione desiderata, rendendo il processo più rapido. Un altro sistema di accesso indiretto è rappresentato dall’uso di sistemi codificati, come il codice Morse. Analogamente al sistema precedente, richiede l’uso di sensori (switch), ma è molto più veloce. D’altro canto, però, richiede all’utente competenze consolidate relative al ritmo e al controllo motorio sufficienti a realizzare le pressioni corrispondenti ai punti e alle linee, nonché un livello intellettivo tale da permettere l’associazione del codice all’ortografia.

3.2.2 Dispositivi di accesso diretto

Esistono una serie di soluzioni pensate per ridurre le difficoltà legate all’utilizzo della tastiera e del mouse convenzionali a livello di: motricità fine, controllo e coordinazione dei movimenti, apprendimento all’uso e rapidità. Tra le numerosissime proposte tecnologiche esistenti sul mercato destinate a favorire e migliorare l’accesso diretto al computer, diversi autori (Cook & Hussey, 1995; Sánchez, 1997; Suárez, Aguilar, Rosell & Basil, 2000; Martín-Caro e Junoy, 2001) individuano:

Programmi che facilitano l’accesso al computer mediante la tastiera e il mouse convenzionali.

Di fatto, i sistemi operativi per computer Macintosh e il sistema operativo Windows per computer PC consentono di configurare la tastiera e il mouse in modo da renderli più accessibili a persone con Bisogni Speciali.
L’opzione “Accesso facilitato” presente all’interno del “pannello di controllo” dei computer con sistema operativo Windows permette di: sostituire la pressione simultanea di vari tasti, necessaria per alcune funzioni, con la pressione sequenziale dei singoli tasti corrispondenti, rendendo così possibile l’uso della tastiera con un solo dito (opzione “tasti permanenti”); ignorare le pressioni prolungate involontariamente sui tasti (per filtrare gli effetti dovuti alla mancanza di controllo, nel rilascio della pressione durante la scrittura digitale, può essere utilizzata l’opzione “filtro tasti” regolabile attraverso l’impostazione personalizzata del tempo necessario alla ripetizione automatica dei caratteri); controllare tutte le funzioni del mouse (direzionare il puntatore sullo schermo ed effettuare le funzioni di click e trascinamento) attraverso il tastierino numerico (opzione “controllo puntatore”). È possibile impostare queste stesse configurazioni anche nei computer Macintosh, i quali prevedono, inoltre, l’utilizzo di “macro”. Una macro consiste in una successione di azioni realizzata mediante l’attivazione di un singolo comando. Creando una macro l’utente può automatizzare sequenze di tasti per realizzare determinate attività. Con la sola operazione del comando che attiva la macro si eseguono tutte le operazioni della lista nello stesso ordine in cui appaiono in quest’ultima (Sánchez, 1997, p. 84).

Tastiere ergonomiche: si tratta di tastiere con svariate possibilità di inclinazione, di disposizione dei tasti di regolazione della sensibilità alla pressione necessaria per attivarli. L’utilizzo di una griglia forata (o scudo) che permetta di circoscrivere i tasti all’interno dei fori è, inoltre, una delle soluzioni possibili per evitare l’attivazione involontaria di uno o più tasti dovuta alla mancanza di controllo motorio. Inoltre, il copri-tastiera, in plastica adesiva trasparente, può risultare indispensabile nei casi in cui si debba proteggere la tastiera dalla caduta di liquidi (per lo più saliva), situazione molto frequente nei casi di patologia neuro-motoria;

Tastiere espanse: si tratta di tastiere con tasti di grandi dimensioni (fino a 4-5 volte i tasti normali) e/o più distanziati fra loro. Di conseguenza, a parità di tasti disponibili, esse presentano dimensioni maggiori delle tastiere convenzionali. La tastiera espansa appare intuitivamente l’ausilio più facile da utilizzare da parte di persone con imprecisione del movimento (ad es. nel caso di bambini con P.C.I.), poiché le ampie dimensioni, che favoriscono una buona visibilità dei caratteri, potrebbero agevolare la selezione del singolo tasto. In realtà, una volta risolte le necessità relative alla postura, si evidenzia l’influenza determinata dalla scelta di strumenti diversi in termini di economia di sforzo rispetto a particolari condizioni ergonomiche. Sono quindi risultate migliori le scelte di tastiere di medie dimensioni, con scudo superiore. Queste vengono posizionate nei punti strategici rispetto al piano orizzontale più favorevole all’utilizzo dell’arto superiore più funzionale, in sincronia con il movimento oculare per il controllo visivo. La valutazione specialistica risulta, quindi, necessaria per capire se, in quali situazioni e a quali costi, sia conveniente controllare uno spazio più o meno ampio, piuttosto che proporre soluzioni alternative;

Tastiere programmabili: le tastiere programmabili, o riconfigurabili, altrimenti dette overlay keyboards o concept keyboards, sono l’espressione della massima possibilità di personalizzazione di una tastiera. Si tratta di tastiere dall’uso potenzialmente universale, utilizzabili con diverse disposizioni e dimensioni dei tasti: sono costituite da un’ampia area sensibile (mediamente di dimensioni di poco inferiori ad un foglio formato A3) che è suddivisa in aree elementari (comunemente 128 o 256 aree). La programmabilità della tastiera risiede nel fatto che è possibile associare alla pressione di ogni area elementare un particolare significato (lettera, parola, comando, macro, etc.). Si può perciò, al limite, realizzare una tastiera a 128 o 256 tasti tutti diversi. Assegnando però lo stesso significato a più aree elementari adiacenti si possono creare delle macro-aree omogenee, cioè dei tasti grandi di dimensioni e forma personalizzate. La tastiera programmabile si presenta all’utente sotto forma di una rappresentazione grafica (overlay) su cui premere. A differenza di una comune tastiera essa può essere molto particolare e attraente: sull’overlay possono infatti essere presenti, oltre a lettere, numeri, comandi e parole intere, anche immagini, simboli pittografici, etc. Le tastiere configurabili presentano la possibilità di temporizzare la pressione dei tasti (tempo di accettazione, autorepeat, etc.) e di essere utilizzate con un solo dito. Alcune tastiere si programmano automaticamente inserendo gli overlay forniti in dotazione; gli overlay personalizzati devono essere sviluppati e realizzati tramite appositi software. Si intuisce la grande valenza didattica, ludica e riabilitativa di questo tipo di strumenti. Ad es., una overlay keyboard può essere utilizzata, in associazione a programmi che producano adeguati effetti sullo schermo, come comunicatore simbolico o come gioco; in altri casi può servire per facilitare il compito cognitivo nell’uso di determinati programmi didattici, semplificando e rendendo più immediata la relazione fra comando (causa) ed evento sullo schermo (effetto). A fronte della grande flessibilità d’uso di questa categoria di strumenti, va evidenziato che proprio la possibilità di realizzare tastiere molto diverse fra loro pone alcune difficoltà per i disabili motori: per evitare pressioni involontarie dei tasti in molti casi è necessario realizzare scudi forati “ad hoc” o ricorrere a scudi generici multiforo non sempre comodi da usare;

Touch screen: lo “schermo tattile” appartiene alla famiglia di quegli strumenti che, sempre più spesso, si incontrano nei punti informativi all’interno di locali pubblici. Si tratta di un’interfaccia costituita da uno schermo sensibile che si antepone al monitor: il puntamento si ottiene toccando lo schermo (o con un dito o con l’estremità di un punzone) e la selezione, singola o multipla, si attua differenziando la pressione sullo schermo. E’ intuibile che per i disabili motori si tratta di un sistema assai difficilmente praticabile; l’interesse è principalmente legato all’immediatezza del puntamento (vado a toccare l’oggetto che voglio selezionare) e, quindi, ad ambiti didattico-educativi o riabilitativi di persone con disabilità principalmente cognitive.

Dispositivi di controllo: si tratta di dispositivi che funzionano come estensione corporea e sono utilizzati per l’indicazione e la pressione. I più utilizzati sono i punzoni che possono essere manovrati mediante il capo (caschetto con asta, o head-stick), i denti, il polso (es: nel caso dei tetraplegici il punzone può essere fissato allo split di sostegno del polso) o la mano. I dispositivi di controllo servono a diminuire la fatica, rendendo l’accesso al computer più facile di quanto lo sarebbe se avvenisse direttamente attraverso il corpo;

Dispositivi di puntamento alternativi al mouse convenzionale. Dal momento che l’uso di un mouse convenzionale implica un buon controllo motorio e un’adeguata percezione spaziale e direzionale, vi è molte volte la necessità di optare per un’alternativa al mouse. Esistono vari dispositivi di puntamento alternativi al mouse:

-dispositivi del tipo trackball: si tratta di una sorta di “mouse rovesciato”, di modo che la pallina che attiva il movimento del cursore si colloca nella parte superiore ed è l’utente a muoverla (al posto di dover spostare il mouse lungo una superficie). Si possono utilizzare con il palmo della mano, un dito o tramite un punzone. I pulsanti sono collocati di lato o nella parte centrale;

-dispositivi del tipo joystick: nel campo della disabilità, é importante sottolineare che il joystick è il comando più diffuso per il controllo di apparecchiature elettroniche (in primo luogo carrozzine elettroniche) e costituisce un’interfaccia spesso consueta perché già utilizzata anche per scopi diversi dall’accesso al PC. La lunghezza della leva, la forza di azionamento richiesta e l’escursione angolare sono le grandezze fondamentali da valutare, insieme alla posizione dei pulsanti e alla modalità di posizionamento e di ancoraggio della base. Negli ultimi anni, con l’affermarsi del mouse come strumento imprescindibile di input, si è giunti a prodotti ibridi che presentano la forma e l’azionamento caratteristici di un joystick, ma l’elettronica di un mouse, e tali si possono definire a tutti gli effetti. Infatti i modelli commercializzati anche in Italia consentono di direzionare il puntatore sullo schermo in tutte le direzioni senza soluzione di continuità e presentano una proporzionalità diretta fra angolazione della leva e velocità del puntatore: questo significa, nella pratica, un puntamento fine ed efficiente pari a quello del mouse, a patto di poter dosare le direzioni e la pressione sulla leva. Questi sistemi sono di frequente utilizzati da disabili con problematiche medio-lievi di controllo del movimento. Rispetto a mouse e trackball presentano, infatti, alcune caratteristiche interessanti: la leva può essere adattata (allungamento, adattamento del pomello, etc.) con relativa facilità in modo da assicurare l’appoggio della mano o l’impugnatura senza sforzo; la leva può essere rilasciata senza alterare la posizione del puntatore e la posizione dei pulsanti di selezione fa sì che il loro azionamento non interferisca in misura minima o nulla sulla direzione. In commercio esistono modelli già forniti di scudo di protezione per i pulsanti. Esistono, infine, dei joysticks manovrabili attraverso la bocca o il mento, detti lipsticks;

-dispositivi di puntamento con il capo: una particolare categoria di sistemi di puntamento comprende dispositivi nati per utilizzare i movimenti del capo al fine di direzionare il puntatore sullo schermo. I modelli esistenti sono basati su tecnologie a raggi infrarossi o ultrasuoni: un apparato trasmettitore emette un segnale che viene ricevuto (nel caso degli ultrasuoni) o riflesso (nel caso degli infrarossi) da un dispositivo presente sul capo della persona disabile. Questo dispositivo può essere costituito da una cuffia o da un semplice pallino adesivo di materiale riflettente da posizionare sulla fronte, o ancora da un dispositivo da ancorare alla montatura di un paio di occhiali. Gli spostamenti del capo vengono così trasformati in spostamenti proporzionali del puntatore a video. Il “click” e il “doppio click” sono realizzati mediante l’uso di sensori aggiuntivi, azionati con qualsiasi parte del corpo: poiché questo tipo di strumentazioni risulta particolarmente utile a persone con lesioni midollari alte o, comunque, con quadri motori analoghi, va da sé che uno dei sensori di selezione più idonei può essere quello a soffio.

Programmi di riconoscimento vocale
: si tratta di programmi che permettono di controllare il computer mediante ordini vocali e di dettare un testo. Rappresentano una soluzione per quelle persone con problemi motori gravi ma con un buon linguaggio orale. Questi programmi prevedono, al fine di un riconoscimento ottimale, un’accurata calibrazione vocale da parte dell’utente.

3.2.3 Dispositivi di accesso indiretto

Attualmente, attraverso l’uso di una tecnologia sempre più ricca e raffinata, è possibile, da parte del soggetto disabile, sfruttare qualsiasi movimento residuo al fine di utilizzare un computer (Martín-Caro e Junoy, 2001). A tal scopo, è necessario predisporre periferiche personalizzate come, ad esempio, un sensore (o switch) e un programma informatico, che consentano l’accesso al computer attraverso il sistema più adatto.
I sensori richiedono unicamente che l’utente riesca a padroneggiare un movimento con una qualunque parte del corpo: muovere un dito, una mano, il capo, soffiare, emettere un suono volontario, etc.
Esistono vari modelli di sensori, dai più semplici a più sofisticati; differiscono tra loro nella forma, nel colore, nella dimensione e nel funzionamento. Cook e Hussey (1995), Sánchez (1997) e Martín-Caro e Junoy (2001) li hanno distinti secondo la modalità di attivazione dell’input:

-Sensori a pressione: si attivano mediante la pressione esercitata da una qualunque parte del corpo (mano, dito, capo, mento, piede, etc.);

-Sensori a contatto: sono sensori che si attivano a causa della rilevazione di calore, umidità, luce o qualsiasi altra modificazione indotta dal contatto corporeo. Sono destinate a quelle persone che non riescono a esercitare una minima pressione su di un oggetto;

-Sensori di spostamento: sono sensori dotati di un’asticella che si attiva quando viene spostata. Possono essere attivati con le mani, la lingua o le labbra;

-Sensori a suzione o a soffio: si utilizzano quando non è possibile controllare i movimenti degli arti superiori, inferiori e del capo, ma è presente un buon controllo della respirazione e della prensione labiale. I sensori si attivano mediante il soffio o la suzione, realizzati attraverso un tubo dotato di boccaglio;

-Sensori a scivolamento: sono sensori che si adattano a qualunque parte del corpo che l’utente sia in grado di utilizzare. Possiedono un piccolo recipiente in mercurio che, quando viene mosso, aziona il sensore;

-Sensori sonori: sono costituiti da un microfono collegato al computer, che si attiva con l’emissione di un suono qualsiasi al di sopra di una soglia stabilita;

-Sensori ad “altà sensibilità”: sono dispositivi (che aderiscono alla pelle) forniti di sensori ad alta sensibilità in grado di percepire qualunque movimento o segnale elettrico prodotto dal sistema neuromuscolare. Possono essere posizionati persino sulle sopracciglia, sulle guance o sulle labbra.

3.2.4 Emulatori e programmi informatici

Tutti questi apparati possono consentire l’accesso a programmi informatici concepiti per essere utilizzati specificatamente con il rispettivo sensore o con gli emulatori di tastiera e di mouse.
Gli emulatori, (menzionati in Cook & Hussey, 1995; Sánchez, 1997; Suárez, Aguilar, Rosell & Basil, 2000; Martín-Caro e Junoy, 2001) sono costituiti da un dispositivo che si collega al computer (tramite porta USB) e da un software che permette di configurare, per lo schermo o un altro supporto (ad es., tastiere programmabili), le funzioni normalmente svolte dalla tastiera e dal mouse.  La grande potenzialità di un emulatore, secondo Sánchez (1997) e Suárez, Aguillar, Rosell e Basil (2000), è quella di rendere possibile l’uso di processatori di testo, fogli di calcolo, database, programmi di disegno o software didattici, senza dover ricorrere al mouse o alla tastiera convenzionali. Questi programmi consentono inoltre di configurare il tipo di scansione, la velocità, la dimensione dei caratteri e le funzioni da utilizzare, secondo le necessità dell’utente (Martín-Caro & Junoy, 2001).

Secondo Cook e Hussey (1995), Basil (1996) e Suárez, Aguillar, Rosell e Basil (2000), tra le varie soluzioni tecnologiche esistenti sul mercato per persone con gravi difficoltà neuro-motorie, l’emulatore Ke:nx, commercializzato da Don Johnston Incorporate (USA), si distingue da tutti gli altri per la varietà di soluzioni proposte. Ke:nx è un ambiente per lo sviluppo di interfacce facilitate per Macintosh. Esso consente ai disabili motori, che non possono utilizzare la tastiera ed il mouse comuni, l'adattamento personalizzato di dispositivi di input alternativi, come tastiere programmabili, touch screen, trackball, joystick, sensori di vario tipo, comunicatori. Ke:nx offre, infatti, una scelta tra sette diversi metodi di input:

-Assisted Keyboard: non è altro che una tastiera normale il cui funzionamento è leggermente modificato per renderla agibile a utenti con disabilità motorie lievi. Permette le stesse opzioni attivabili tramite la funzione Windows di Accesso facilitato.

-Concept Keyboard (vedi tastiere programmabili): più che alla gestione di applicativi, questa tastiera è adatta allo sviluppo di tabelle di comunicazione. Ad ogni tasto, infatti, è possibile assegnare un'icona appositamente disegnata, o scelta nel vasto repertorio di linguaggi simbolici fornito da Ke:nx (Core Picture Vocabulary, Compic, Pick 'n Stick, Picture Communication Symbols, Dynasyms, Bliss). Allo stesso modo è possibile personalizzare il suono assegnato a un tasto, sostituendolo con un file di parlato digitalizzato in lingua italiana;

-King/Mini Keyboard: sono tastiere speciali con disposizione dei tasti modificata rispetto alle tastiere normali, e con la possibilità di programmarne le funzioni in modo diverso da quanto indicato dalle figure stampate sui tasti medesimi;

-Alternate Keyboard: le tastiere speciali dette "Alternate Keyboards" (come Key Largo, Ke:nx On:Board, Unicorn 510, Unicorn Expanded) sono tastiere sulle quali è possibile sistemare fogli stampati ricambiabili con il disegno dei tasti (overlay). A ciascuno di questi ultimi, che possono variare per numero, posizione e dimensioni, vengono assegnate 3 proprietà. Prima di tutto l'immagine, scelta fra un vasto repertorio di icone, importata o disegnata con l'apposito "icon editor". Poi il suono, a scelta tra il semplice beep del calcolatore e la lettura digitalizzata del nome del tasto o un file di suono contenente messaggi registrati. Infine la funzione, che, oltre all'input alfanumerico, può essere scelta in una vasta gamma di operazioni, associabili ad un solo tasto;

-Morse Code: Ke:nx consente di utilizzare una versione estesa del codice Morse per emulare le diverse funzionalità della tastiera e del mouse; A questo proposito, Ke:nx prevede 3 possibili modalità di input: 1) a singolo switch, in cui una pressione rapida produce il punto e una prolungata la linea, mentre per l'invio del carattere è sufficiente una pausa; 2) a doppio switch, uno per i punti e l'altro per le linee, sempre con pausa per l'invio; 3) a triplo switch, uno per i punti, uno per le linee ed il terzo per l'invio del codice al calcolatore;

-Scanning: Ke:nx consente di costruire facilmente degli emulatori di tastiera e/o di mouse, configurando in modo estremamente flessibile delle matrici a scansione attivabili mediante una grande varietà di sensori (o switch). Gli elementi che compongono la matrice sono suddivisi in gruppi e sottogruppi, in modo da rendere più spedito il processo di selezione. Premendo e rilasciando lo switch, la matrice viene visualizzata sullo schermo in una posizione regolabile a piacere dall'utente; subito viene avviata la scansione dei gruppi. Quando il gruppo che contiene l'elemento da selezionare è evidenziato, l'utente preme nuovamente lo switch ed avvia la scansione dei sottogruppi. Con un'ulteriore attivazione del sensore si passa alla scansione degli elementi del sottogruppo ed infine alla scelta del singolo elemento. L'utente può variare ovviamente la velocità, oltre che il tipo, di scansione ed i tempi di risposta dello switch. Come per gli altri metodi di input previsti da Ke:nx, ogni elemento della matrice è costituito da 3 proprietà che l' utente può personalizzare: l'icona, il suono e la funzione;

-On screen: la selezione di un elemento avviene in questo caso mediante l'utilizzo del mouse (per gli utenti in grado di utilizzarlo) o di un sistema di puntamento analogo. La finestra che visualizza la matrice di selezione può in ogni momento essere spostata o rimossa dallo schermo. Il metodo di input può essere variato attivando l'opzione "Auto Select Keys". Con questa modalità, l'utente non ha la necessità di cliccare per selezionare ed attivare l'elemento su cui si trova il puntatore del mouse; è sufficiente mantenere il puntatore sull’elemento scelto per un periodo di tempo configurabile, per attivare il click generato automaticamente dal programma.

Ke:nx, infine, permette di utilizzare alcuni dispositivi programmabili di comunicazione alternativa con sintesi vocale (Real Voice, Liberator, Touch Talker, Light Talker, DynaVox) per comandare direttamente Macintosh e gestirne gli applicativi.
Speaking Dinamically Pro è un software di Comunicazione Aumentativa su schermo (commercializzato da Mayer-Johnson, Inc, USA), che consente di creare tabelle di comunicazione con uscita in sintesi vocale o con file audio digitalizzato. Si rivolge ai soggetti che hanno bisogno di un ausilio o di un ambiente di esercitazione per la comunicazione tramite l’utilizzo di tabelle con simboli iconici (disponendo di BoardMaker si può accedere direttamente a una libreria di circa 3000 simboli PCS). Il programma consente anche di comunicare in forma scritta con tabelle alfabetiche. La composizione dei messaggi può essere semplificata attivando funzioni di predizione lessicale e di espansione delle abbreviazioni. Le frasi possono comunque contenere sia simboli che testo. E' possibile far sì che le singole parole del messaggio vengano evidenziate durante la lettura da parte del sintetizzatore vocale. Il programma può inoltre lanciare altro software da una tabella e incorporare filmati QuickTime. Le celle possono essere ingrandite una ad una per chi ha problemi visivi. L’accesso alle tabelle può avvenire attraverso l'uso di un dispositivo a puntamento sulla tastiera alternativa o attraverso il sistema a scansione.

Infine, Eurovocs Suite, è un pacchetto di programmi ideato per persone che hanno difficoltà ad utilizzare la tastiera standard. La suite comprende tre programmi: una tastiera a video, un programma di predizione e un programma di sintesi vocale del testo digitato. I tre software possono essere utilizzati separatamente o in combinazione e consentono di controllare il sistema operativo Windows e tutti i suoi applicativi. I software sono inoltre di facile utilizzo e completamente adattabili alle specifiche esigenze dell’utente. È presente una versione per l’italiano.

Tastiera a video KeyVit:

-Modalità di controllo: la tastiera può essere utilizzata con il mouse tradizionale o qualunque altro dispositivo di puntamento. L’inserimento del testo in un documento si ottiene semplicemente cliccando sul carattere selezionato. Per le persone che non sono in grado di gestire un sistema di puntamento, KeyVit può essere controllata con la scansione (modalità automatica o manuale con 1 o 2 sensori) e con la temporizzazione; per facilitare le operazioni di selezione dei tasti con un sistema di puntamento, è disponibile una funzione di autoclick temporizzata: sarà sufficiente portare il cursore del mouse sul tasto che si desidera attivare e mantenerlo fermo in quella posizione per un tempo prestabilito per ottenerne la selezione. Tempi di accettazione e area della schermo sensibile sono configurabili;

-Layout di tastiera: il programma viene fornito con un numero di tastiere ideate per facilitare l’uso di alcuni applicativi. Attraverso un’interfaccia guidata, è comunque possibile modificare le tastiere esistenti o creare e salvare tutte le eventuali nuove tastiere che si desidera configurare. In ogni layout di tastiera è inoltre possibile personalizzare numero, funzione, dimensione e posizione dei tasti, colore di testo e sfondo, spaziatura tra i tasti. Una volta configurata è possibile ridimensionare la tastiera semplicemente trascinando i bordi della finestra che la contiene (come nei normali applicativi Windows).

Predizione di parola Skippy: il programma di predizione di parola consente una digitazione più rapida, soprattutto nel caso di utilizzo combinato con la tastiera a video in modalità a scansione. E’
possibile memorizzare e personalizzare un numero infinito di vocabolari di predizione. Il programma viene fornito con un dizionario di base in lingua italiana. Anche il programma di predizione è completamente
configurabile per quello che riguarda la dimensione del carattere, colore del testo e dello sfondo e altre caratteristiche interessanti nel caso di utilizzo da parte di utenti con difficoltà visive.

Vocalizzatore Doc Reader: per consentire una rilettura del testo digitato, Eurovocs Suite comprende anche un Word Processor completo di tutte le funzioni di impaginazione e salvataggio dei documenti e integrato con la sintesi vocale italiana Realspeak.

3.2.5 L’output vocale come supporto all’apprendimento di lettura e scrittura e come incentivo alla comunicazione


I dispositivi di sintesi vocale danno ai bambini anartrici la possibilità di avere un output vocale. In ambito clinico-riabilitativo, l’efficacia di questa alternativa artificiale al linguaggio parlato è stata scarsamente studiata (Smith, 2005). Si ritiene, tuttavia, che i principali vantaggi forniti dall’output vocale siano tre: A) l’output vocale generalmente aumenta la motivazione a esprimere i concetti verbalmente (Smith, 2005); B) l’output vocale può consentire al bambino anartrico di parlare con persone più giovani, con coetanei o altre persone prive della capacità e/o della pazienza di interpretare i simboli visivi (Cosbey e Johnston, 2006); C) l’output vocale può dare al bambino anartrico l’opportunità di sviluppare autonomamente un feedback fonologico (Dahlgren Sandberg, 2006; Elbro, Rasmussen e Spelling, 1996; Foley e Pollatsek, 1999).
In merito alla relazione fra output vocale e apprendimento della lettura e scrittura, Hetzroni (2004) ritiene che la sintesi vocale sia in grado di amplificare l’esposizione al testo scritto, aumentando le possibilità degli individui con disabilità di accedere al testo e di confrontare l’output vocale con quanto appena scritto (favorendo così lo sviluppo di processi di autocorrezione). Altri autori (come Hutinger, Johanson, Stoneburner, 1996, citati in Hetzroni, 2004) concordano nel riconoscere l’importanza dell’utilizzo di dispositivi di output vocale e, più in generale, di ausili tecnologici al fine di compensare i deficit, riportati da fruitori di CAA, in attività di lettura e scrittura.


Dott. Gabriele Bianco gabrielebianco@hotmail.com