27/02/03
Nel
mondo ci sono circa 500 milioni di persone disabili, 500.000 in Italia.
L'avvento
del web ha aperto grandi possibilità a tutti ed in particolar modo a
chi più deve faticare per superare gli ostacoli che ci troviamo
di fronte quotidianamente, per muovere tutti i fili della nostra vita.
Col
web possiamo lavorare, informarci, acquistare (compreso fare la spesa),
conoscere persone, effettuare alcune operazioni bancarie e postali,
a breve anche sbrigare pratiche burocratiche: che meraviglia! Un grande
aiuto, sì certo ancora migliorabile, ma vengono fatti passi rapidi.
Ma
è realmente così? O meglio, è realmente così per tutti?
In
effetti no. La maggior parte dei siti attualmente online non è fruibile
dagli utenti con disabilità (. molti in realtà non lo sono neanche per
chi è normalmente abile, ma questo è un problema leggermente diverso);
responsabile è, volendo semplificare, la concezione dei siti stessi
(organizzazione dei contenuti - navigazione - impaginazione grafica)
ed il modo in cui viene usato il linguaggio di programmazione delle
pagine.
Qualche
informazione più specifica per orientarsi
Nel
1994 nasce il W3C (World Wide Web Consortium), un consorzio mondiale
(di cui fanno parte circa 500 organizzazioni di tutto il mondo e di
differente origine, sia pubblica che privata) che definisce dei protocolli
comuni per il web, degli standard che consentano di far "crescere" il
web in modo da garantire l'inter-operabilità, assicurando un "accesso
universale".
Nel
1997 in W3C dà il via al WAI (Web Accessibility Iniziative) con
l'obiettivo di studiare e diffondere un modo di fare web design che
tenga in considerazione, al pari della altre, le esigenze degli utenti
disabili per accedere alle informazioni contenute nei siti internet.
Finora
sono state pubblicate dal WAI tre linee guida:
e
allora?
Accenni
alla situazione internazionale
Negli
Stati Uniti il 21 dicembre 2000 è stato ufficialmente pubblicato un
documento contenente gli standard del web finalizzati all'accessibilità
(secondo le indicazioni della SECTION 508, che definisce
gli standard per gli Stati Uniti e che, tranne poche eccezioni,
riprende tutti i punti della WCAG 1.0): entro il 21 giugno del 2002,
ovvero in sei mesi, tutti i siti governativi si sono dovuti necessariamente
adeguare agli standard.
Situazione
simile per l'Australia, il Canada, il Giappone, senza scendere ulteriormente
nei dettagli.
L'Europa
nel giugno 2000 decide di avviare il programma eEurope 2002,
secondo il quale le istituzioni Europee e gli Stati membri devono adeguarsi
agli orientamenti del WAI, al fine di rendere tutti i siti web delle
pubbliche amministrazioni accessibili entro il 2001, ma l'arretratezza
delle tecnologie e l'eccessiva burocratizzazione di alcuni paesi hanno
fatto sì che il termine fosse posticipato alla fine del 2003, anno europeo
dei disabili. Tra questi
paesi l'Italia, dove nel frattempo sono state emanate due circolari,
nel marzo e nel settembre 2001, contenenti indicazioni procedurali dettagliate,
ricavate dalla WCAG 1.0, per rendere accessibili alle persone disabili
i siti web della PA (Circolare Bassanini e Circolare AIPA
- Autorità per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione).
Le
circolari hanno carattere di suggerimento e non di imposizione, quindi
in realtà non esiste nulla in Italia che obblighi gli enti pubblici
ad adeguare i propri siti web ai criteri dell'accessibilità.
Soltanto
il 16 dicembre 2002
è stata avanzata la prima proposta di legge (PdL Campa-Palmieri)
che impone all'amministrazione pubblica ed ai siti di pubblica utilità
di applicare le regole di accessibilità del W3C, pena una sanzione pecuniaria
dai 300 ai 500 euro.
Linee
generali di accessibilità
Differenti
sono i problemi che possono nascere cercando di decodificare una pagina
web, a seconda della disabilità dell'utente.
I
non vedenti, utilizzando per la fruizione per lo più dei lettori di
schermo (screen reader) con sintesi vocale, necessitano di una pagina
che possa essere letta in modo sequenziale, senza salti dovuti all'impaginazione
grafica o ai frame, senza "oggetti non leggibili" come immagini statiche,
animazioni, applets, java script, filmati audio/video, a meno che non
siano accompagnati da una adeguata descrizione alternativa.
Gli
ipovedenti, riconosciuti essere i più penalizzati dal web, hanno la
necessità di pagine dimensionabili, dove il testo può essere ingrandito
al bisogno, senza stravolgere la pagina, e di un buon contrasto di colori
tra testo e sfondo della pagina.
I
non udenti hanno problemi coi file audio/video, dove l'audio abbia parte
determinante nella comprensione dei contenuti.
I
disabili fisici traggono vantaggio, in molti casi, dal poter utilizzare
una navigazione da tastiera, senza dover ricorrere all'uso del mouse.
I
disabili cognitivi vengono agevolati da contenuti chiari e semplici,
da una struttura lineare, con una navigazione coerente ed immediata.
Indicazioni
più tecniche
Strumenti
di validazione dei siti
Esistono
alcuni siti che consentono di verificare l'accessibilità del proprio
sito web:
Bobby
http://bobby.watchfire.com/bobby/html/en/index.jsp
Torquemada
http://www.webxtutti.it/testa.htm
Validatore
del W3C
http://validator.w3.org/
Link
utili
http://www.governo.it/presidenza/web/risorse.html
http://www.html.it/accessibilita/
http://www.webaccessibile.org/
http://www.diodati.org/index.asp
Barbara
Barbieri
info@womad.it