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Puntamento oculare e importanza della prova degli ausili all’interno di un percorso di Comunicazione Aumentativa e Alternativa

Quando si parla dell’introduzione di un ausilio per la comunicazione all’interno di un percorso di Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA), è fondamentale considerare la scelta dello strumento come parte di un processo di valutazione più ampio e articolato.

L’individuazione dell’ausilio più adeguato, infatti, non può basarsi esclusivamente sulle caratteristiche tecniche del dispositivo o sulle sue funzionalità, ma deve tenere conto delle caratteristiche individuali della persona, delle sue competenze, delle modalità di accesso, dei suoi interessi e dei contesti comunicativi nei quali lo strumento verrà utilizzato.

Per questo motivo, prima di procedere con l’introduzione stabile di un ausilio, è importante prevedere un momento dedicato alla consulenza, alla visione e, quando possibile, alla prova diretta dello strumento. La possibilità di sperimentare concretamente un dispositivo consente di raccogliere informazioni che difficilmente possono essere ricavate dalla sola descrizione tecnica dell’ausilio.

La prova permette infatti di osservare come la persona interagisce con il sistema, quali modalità di accesso risultano più efficaci e, soprattutto, se lo strumento riesce realmente a trasformarsi in un mezzo di comunicazione funzionale e significativo nella vita quotidiana. Questo aspetto assume un’importanza ancora maggiore quando la valutazione prevede l’individuazione di un sistema di accesso alternativo. In questi casi, infatti, non è sufficiente che il dispositivo possieda le caratteristiche tecniche necessarie: è necessario verificare che la persona riesca effettivamente ad accedervi e a utilizzarlo con un livello di accuratezza, efficacia e affaticamento compatibile con le proprie capacità.

Tra i sistemi di accesso alternativi, il puntamento oculare rappresenta una soluzione particolarmente interessante per le persone che presentano importanti difficoltà motorie e che non possono utilizzare in maniera efficace modalità di accesso come il tocco diretto dello schermo.

Proprio per approfondire l’importanza della prova diretta dell’ausilio, riportiamo di seguito una valutazione effettuata per una persona con importanti difficoltà motorie, per la quale è stata richiesta una consulenza finalizzata alla sperimentazione di un sistema di comunicazione a controllo oculare.

Per Lucia è stata richiesta una consulenza per provare un sistema a controllo oculare con l’obiettivo di valutare l’introduzione di questa tipologia di supporto alla comunicazione.

Lucia è una ragazza di 17 anni con una tetraparesi spastica, il linguaggio verbale è assente e presenta importanti difficoltà motorie. Ad oggi per comunicare si serve di supporti a bassa tecnologia E-Tran con i famigliari.

L’obiettivo non della consulenza non era semplicemente individuare un dispositivo tecnologicamente avanzato, ma verificare se un sistema a controllo oculare potesse rappresentare per Lucia un accesso realmente funzionale alla comunicazione, permettendole di interagire in maniera più autonoma con i familiari, i terapisti e i compagni di scuola.

Durante la prova è stato provato il puntatore oculare Tellus i6, con telecamera Tobii e software Mind Express 5. Il sistema di puntamento oculare è stato posizionato su un braccio di supporto da terra Floorstand VarioLock e posto davanti a Lucia, seduta sul proprio sistema di postura. E’ stata effettuata una calibrazione a 3 e a 5 punti. L’esito della calibrazione è risultato discreto, ma sufficientemente funzionale per permettere a Lucia di procedere successivamente alla selezione degli elementi presenti sullo schermo. Oltre a svolgere in autonomia differenti giochi e attività causa effetto, si è proposta a Lucia una tabella comunicativa creata su misura, con organizzazione per categorie, strutturata su 1 pagina con 4 categorie e 1 cella relativa alla pausa. Questa tabella ha consentito a Lucia di richiedere alcuni cibi, bevande e di selezionare canzoni associate a contenuti multimediali, attività risultata particolarmente gradita. La ragazza ha partecipato attivamente e con entusiasmo alle proposte, producendo alcune verbalizzazioni spontanee e manifestando volontà di interagire con le persone presenti. Queste attività sono state create e fanno parte del software di comunicazione, didattica e riabilitazione Mind Express 5.

Uno degli aspetti particolarmente interessanti del software è la possibilità di integrare all’interno dello stesso ambiente differenti tipologie di attività, consentendo di passare dalla comunicazione vera e propria ad attività ludiche, didattiche e riabilitative. Questa caratteristica permette di costruire un sistema estremamente personalizzato, nel quale i contenuti possono essere adattati alle competenze, agli interessi e agli obiettivi specifici della persona. Nel caso di Lucia questa possibilità consente di proporre attività che non siano esclusivamente finalizzate alla richiesta di oggetti o bisogni, ma che possano favorire anche scelta, partecipazione, gioco, apprendimento e interazione sociale.La scelta di provare uno strumento così completo è stata ulteriormente supportata dal fatto che Lucia è inserita all’interno di un ambiente sociale famigliare, riabilitativo e scolastico in grado di accogliere completamente le potenzialità dello strumento.

La prova ha quindi permesso di verificare concretamente che il puntamento oculare possa rappresentare una modalità di accesso interessante e potenzialmente utilizzabile all’interno del suo percorso di CAA di Lucia.

Ad oggi però il precorso di erogazione tramite Servizio Sanitario Nazionale non è ancora arrivato a conclusione, pur essendo alle soglie dell’inizio del nuovo anno scolastico. La famiglia sta pertanto valutando di farsi carico del noleggio per permettere alla ragazza di avvalersi dello strumento sin dai primi giorni di inserimento in classe con la nuova insegnante di sostegno.

 

 

Elisa Medici – Terapista Occupazionale

e.medici@leonardoausili.com