Nella nostra ormai lunga esperienza di lavoro abbiamo avuto modo di confrontarci spesso con le scuole di diversi ordini e gradi. Parlando con gli insegnanti sono emerse alcune difficoltà che caratterizzano generalmente l’utilizzo degli ausili all’interno degli istituti.
Spesso gli ausili sono strumenti conosciuti solo da alcuni insegnanti e, se i bambini o ragazzi ai quali erano assegnati terminano il ciclo di studi, finiscono per giacere inutilizzati in qualche armadio fino a diventare inutilizzabili.
Il processo di identificazione di ausili, della loro acquisizione e dell’apprendimento del loro utilizzo da parte degli insegnanti riprende dall’inizio, per ogni nuovo caso di alunno in difficoltà che può trarre vantaggio dell’uso delle tecnologie assistive.
Negli ultimi anni però, in un periodo di calo sensibile delle risorse economiche, questo processo è divenuto sempre più difficile da sostenere per le scuole e diviene indispensabile ottimizzare e valorizzare le risorse presenti, senza rinunciare al vantaggio indubbio che offre l’Assistive Techonology.
Ecco perché, confrontandoci con chi vive quotidianamente crescenti difficoltà, è nata questa proposta di incontro da offrire alle scuole: se le risorse sono limitate, perché non investirle nell’imparare a sfruttare ed adattare ciò che già si possiede?
Perché, prima di acquistare nuovi ausili, non si cerca di investire sulle persone rendendole capaci di creare, con pochi accorgimenti, risorse adattabili a diversi bisogni?
I nostri operatori sono disponibili a recarsi nelle scuole, aprire gli armadi insieme agli insegnanti e valutare con loro quali sono e a cosa servono gli strumenti attualmente in dotazione.
E se gli ausili non ci sono, ecco che da questi incontri può nascere l’occasione per apprendere e sperimentare tutto ciò che si può fare con Accesso Facilitato di Windows, con gli adattamenti dei programmi di videoscrittura, con i software gratuiti scaricabili da internet e con altri accorgimenti poveri per rendere più accessibile l’hardware.
E magari, perchè no, valutando insieme questi adattamenti in relazione ai bisogni specifici degli alunni in difficoltà inseriti nella scuola.
