I Disturbi di Apprendimento si manifestano di norma con l’inizio della scuola primaria sotto forma di difficoltà scolastiche più o meno marcate, accompagnate spesso da disturbi che coinvolgono aspetti relazionali e comportamentali. Il buon livello cognitivo di questi bambini fa sì che spesso gli insuccessi o le condotte problematiche vengano ricondotti a scarsa motivazione o ad altre difficoltà, con l’effetto di ritardare l’individuazione, la diagnosi e l’intervento precoci e di aumentare il disagio del bambino e il ‘gap’ con i compagni. Non sempre è facile, nelle prime classi delle scuole primarie, distinguere un problema nelle acquisizioni delle abilità strumentali dovuto alla possibile presenza di un disturbo specifico da un normale ritardo dovuto a differenze individuali. Sappiamo che di norma prima della seconda elementare non può esservi una diagnosi certa. Tuttavia le difficoltà emergono molto prima e sono spesso annunciate da un pregresso ritardo nell’area del linguaggio. Per raggiungere l’obiettivo dell’identificazione precoce è importante monitorare tutti quei bambini che già a partire della scuola dell’infanzia presentino un ritardo di linguaggio ed altre difficoltà riscontrabili nelle normali attività prescolari (riconoscimento di lettere, grafismo ecc.).
Ma lo screening non basta: bisogna intervenire subito con attività specifiche, scientificamente fondate e continuative, sia nel contesto scolastico che in quello domestico e riabilitativo. Alcuni recenti progetti sperimentali, che coniugano allo screening interventi mirati di recupero, stanno portando a risultati molto incoraggianti e sembrano riuscire nell’intento di mettere a punto delle prassi di intervento precoce accessibili, anche dal punto di vista economico, ed efficaci, per tutti quei bambini che presentino difficoltà nell’area della letto scrittura.
