27/02/2003

ABBATTERE LE BARRIERE SUL WEB: CREARE SITI ACCESSIBILI 

(Barbara Barbieri)

Nel mondo ci sono circa 500 milioni di persone disabili, 500.000 in Italia.

L'avvento del web ha aperto grandi possibilità a tutti ed in particolar modo a chi più deve faticare per superare gli ostacoli che ci troviamo di fronte quotidianamente, per muovere tutti i fili della nostra vita.

Col web possiamo lavorare, informarci, acquistare (compreso fare la spesa), conoscere persone, effettuare alcune operazioni bancarie e postali, a breve anche sbrigare pratiche burocratiche: che meraviglia! Un grande aiuto, sì certo ancora migliorabile, ma vengono fatti passi rapidi.

Ma è realmente così? O meglio, è realmente così per tutti?

In effetti no. La maggior parte dei siti attualmente online non è fruibile dagli utenti con disabilità (. molti in realtà non lo sono neanche per chi è normalmente abile, ma questo è un problema leggermente diverso); responsabile è, volendo semplificare, la concezione dei siti stessi (organizzazione dei contenuti - navigazione - impaginazione grafica) ed il modo in cui viene usato il linguaggio di programmazione delle pagine.

 

Qualche informazione più specifica per orientarsi

Nel 1994 nasce il W3C (World Wide Web Consortium), un consorzio mondiale (di cui fanno parte circa 500 organizzazioni di tutto il mondo e di differente origine, sia pubblica che privata) che definisce dei protocolli comuni per il web, degli standard che consentano di far "crescere" il web in modo da garantire l'inter-operabilità, assicurando un "accesso universale".

Nel 1997 in W3C dà il via al WAI (Web Accessibility Iniziative) con l'obiettivo di studiare e diffondere un modo di fare web design che tenga in considerazione, al pari della altre, le esigenze degli utenti disabili per accedere alle informazioni contenute nei siti internet.

Finora sono state pubblicate dal WAI tre linee guida:

  1. la WCAG 0.1 (Web Content Accessibility Guidelines) nel maggio del 1999, organizzata in 14 linee guida e strutturata su 3 livelli di priorità, rivolte soprattutto a web designer e creatori di pagine html (la più significativa nel nostro caso)
  2. l'ATAG 1.0 (Authoring Tool Accessibility Guidelines) nel febbraio del 2000, rivolta a sviluppatori di software e di applicazioni per la creazione automatica di pagine web accessibili
  3. la UAAG 1.0 (User Agent Accessibility Guidelines) nel marzo del 2000, rivolta a sviluppatori di software per la navigazione (browser - player multimediali - plugin)

 e allora?

 

 Accenni alla situazione internazionale

Negli Stati Uniti il 21 dicembre 2000 è stato ufficialmente pubblicato un documento contenente gli standard del web finalizzati all'accessibilità (secondo le indicazioni della SECTION 508, che definisce gli standard per gli Stati Uniti e che, tranne poche eccezioni, riprende tutti i punti della WCAG 1.0): entro il 21 giugno del 2002, ovvero in sei mesi, tutti i siti governativi si sono dovuti necessariamente adeguare agli standard.

Situazione simile per l'Australia, il Canada, il Giappone, senza scendere ulteriormente nei dettagli.

L'Europa nel giugno 2000 decide di avviare il programma eEurope 2002, secondo il quale le istituzioni Europee e gli Stati membri devono adeguarsi agli orientamenti del WAI, al fine di rendere tutti i siti web delle pubbliche amministrazioni accessibili entro il 2001, ma l'arretratezza delle tecnologie e l'eccessiva burocratizzazione di alcuni paesi hanno fatto sì che il termine fosse posticipato alla fine del 2003, anno europeo dei disabili.  Tra questi paesi l'Italia, dove nel frattempo sono state emanate due circolari, nel marzo e nel settembre 2001, contenenti indicazioni procedurali dettagliate, ricavate dalla WCAG 1.0, per rendere accessibili alle persone disabili i siti web della PA (Circolare Bassanini e Circolare AIPA - Autorità per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione).

Le circolari hanno carattere di suggerimento e non di imposizione, quindi in realtà non esiste nulla in Italia che obblighi gli enti pubblici ad adeguare i propri siti web ai criteri dell'accessibilità.

Soltanto il 16 dicembre 2002 è stata avanzata la prima proposta di legge (PdL Campa-Palmieri) che impone all'amministrazione pubblica ed ai siti di pubblica utilità di applicare le regole di accessibilità del W3C, pena una sanzione pecuniaria dai 300 ai 500 euro.

 

Linee generali di accessibilità

Differenti sono i problemi che possono nascere cercando di decodificare una pagina web, a seconda della disabilità dell'utente.

I non vedenti, utilizzando per la fruizione per lo più dei lettori di schermo (screen reader) con sintesi vocale, necessitano di una pagina che possa essere letta in modo sequenziale, senza salti dovuti all'impaginazione grafica o ai frame, senza "oggetti non leggibili" come immagini statiche, animazioni, applets, java script, filmati audio/video, a meno che non siano accompagnati da una adeguata descrizione alternativa.

Gli ipovedenti, riconosciuti essere i più penalizzati dal web, hanno la necessità di pagine dimensionabili, dove il testo può essere ingrandito al bisogno, senza stravolgere la pagina, e di un buon contrasto di colori tra testo e sfondo della pagina.

I non udenti hanno problemi coi file audio/video, dove l'audio abbia parte determinante nella comprensione dei contenuti.

I disabili fisici traggono vantaggio, in molti casi, dal poter utilizzare una navigazione da tastiera, senza dover ricorrere all'uso del mouse.

I disabili cognitivi vengono agevolati da contenuti chiari e semplici, da una struttura lineare, con una navigazione coerente ed immediata.

 

Indicazioni più tecniche

  • immagini, gif animate, applets, java script, flash, audio, video sono da usare con grande cautela, in quanto non riconoscibili dai software di sintesi vocale; nel caso si decida che sono necessari, si deve provvedere sempre a preparare un testo alternativo sintetico o, nel caso di elementi complessi, un testo esteso in una pagina da linkarsi a parte
  • i link non devono essere criptici, non devono acquisire significato solo legati al contesto (ad esempio "clicca qui"), ma avere sempre un senso compiuto
  • le tabelle usate per costruire il layout delle pagine al fine di ottenere effetti grafici particolari impediscono una lettura lineare dei contenuti: è bene sostituirle coi fogli di stile
  • i frame, usati per ottenere porzioni indipendenti della schermata, non sono supportati dalla stragrande maggioranza degli screen reader
  • è necessario dichiarare in quale lingua è realizzato il sito ed indicare quando subentrano dei cambiamenti in tal senso, per consentire al software di navigazione di adeguarsi
  • si devono usare contrasti marcati tra i colori di testi e sfondi; eliminare i colori non deve in ogni caso impedire l'accesso alle informazioni
  • i font più leggibili sono quelli senza grazie, di dimensioni abbondanti o comunque dimensionabili senza stravolgere la struttura della pagina
  • i contenuti devono essere chiari e semplici
  • la struttura deve essere lineare, con una navigazione coerente ed immediata

 

 Strumenti di validazione dei siti

 Esistono alcuni siti che consentono di verificare l'accessibilità del proprio sito web:

 Bobby                 http://bobby.watchfire.com/bobby/html/en/index.jsp

 Torquemada                 http://www.webxtutti.it/testa.htm

 Validatore del W3C               http://validator.w3.org/

 

 Link utili

http://www.w3.org/WAI/

http://www.w3.org/TR/WCAG10/

http://www.governo.it/presidenza/web/risorse.html

http://www.html.it/accessibilita/

http://www.webaccessibile.org/

http://www.bazzmann.com

http://www.webusabile.it/

http://www.webxtutti.it/

http://www.diodati.org/index.asp

 

 

Barbara Barbieri
info@womad.it