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Le Tecnologie Assistive Digitali e la loro introduzione nel progetto riabilitativo

Le Tecnologie Assistive Digitali e la loro introduzione nel progetto riabilitativo

del: 19/12/2023

Dott.ssa Cristina Sassi - Psicologa, Esperta di Tecnologie Assistive

L'introduzione delle Tecnologie Assistive Digitali nei progetti riabilitativi comporta indubbi vantaggi.

Purtroppo le poche evidenze scientifiche italiane che comprovano tale affermazione sono piuttosto datate ed i dati non sono del tutto interpretabili, in quanto la classificazione degli ausili non permette di estrapolare i valori relativi solo al campo delle TAD.
In attesa di ulteriori dati censiti da enti terzi, la nostra azienda da tempo raccoglie dagli utenti feedback sull'uso degli ausili forniti. I dati ad oggi raccolti, in base alla compilazione volontaria ed anonima di un questionario inviato a distanza di qualche tempo dalla fornitura, ci restituiscono valutazioni molto confortanti, in cui però si evidenzia una significativa discrepanza tra la competenza ed affidabilità percepita dell'azienda (4,72/5), la qualità dell'ausilio fornito (4,6/5) e l'adeguatezza dello stesso rispetto alle esigenze dell'utilizzatore (4,44/5).

Abbiamo cercato di analizzare quali possono essere le criticità che compromettono l'identificazione del sistema ausilio più adeguato alle esigenze dell'utilizzatore.
Sulla base della nostra esperienza, cercando di raccogliere anche commenti durante i confronti con gli utenti e facendo tesoro delle motivazioni che spingono ad una rivalutazione del sistema ausilio da utilizzare, abbiamo cercato di raccogliere alcune delle criticità più comuni, che col tempo ci hanno insegnato ad ampliare la rosa di informazioni da valutare quando ci viene richiesto un intervento diretto nell'identificazione degli strumenti a supporto dei progetti individualizzati.
Quello che segue vuole essere semplicemente un insieme di spunti per cercare di allargare lo sguardo e comprendere nel progetto riabilitativo quante più informazioni possibili sul contesto ambientale, sociale e culturale ove tali ausili verranno introdotti.

Per quanto riguarda le difficoltà invece che riguardano il passaggio dalla prescrizione all'erogazione, rimandiamo alla consultazione del Libro Bianco sulle Tecnologie Assistive Digitali pubblicato da Assoausili, che potete liberamente scaricare qui.

Partiamo da uno degli strumenti più richiesti e presenti sul mercato da diversi decenni: si tratta del videoingranditore da tavolo, molto utilizzato da persone anziane con difficoltà visive. Abbiamo avuto modo di verificare che l'ostacolo più importante al loro utilizzo è banalmente dovuto all'ingombro: la maggior superficie disponibile per la visualizzazione ingrandita può tradursi in realtà in un ostacolo all'accettazione del dispositivo nel proprio ambiente di vita, se questo presenta spazi ridotti ed è condivisi con altri famigliari.

Quando possibile si propone in alternativa un video ingranditore portatile, ma è necessario tenere presente che l'utilizzo dei due dispositivi riguarda contesti completamente differenti: il dispositivo portatile non si rivela adatto per la lettura di testi molto lunghi. Il dispositivo portatile inoltre, ingrandendo solo una porzione dell'intero, necessariamente parziale in funzione dello schermo più piccolo, comporta un notevole impegno cognitivo nel comprendere come la parte ingrandita si rapporti all'intero documento, complessità che condivide con il software per ingrandimento.

Per quello che riguarda l'utilizzo di sistemi con sintesi vocale, la necessità più rilevata è quella di riservatezza, pertanto è bene verificare che questi dispositivi abbiano tutti un'uscita per auricolare.

Quando i sintetizzatori vocali ed i software con riconoscimento ottico dei caratteri vengono utilizzati da alunni con il disturbo specifico dell'apprendimento (DSA), la valutazione che va effettuata a monte è sempre quella di ponderare bene quando introdurre un software compensativo, che non svolge più quindi una funzione riabilitativa. E' importante che l'introduzione dello strumento venga condivisa tra famiglia, terapisti ed insegnanti.

Passando poi all'utilizzo degli strumenti di comunicazione, si rileva quanto il mancato utilizzo o l'utilizzo scorretto di questo tipo di dispositivi sia fortemente legato alla mancanza o alla disomogeneità di formazione degli operatori che devono gestire il progetto individuale e proporre gli strumenti, o anche semplicemente dei partner comunicativi che non vengono adeguatamente introdotti all'uso del comunicatore.
Tale difficoltà risulta subito evidente nell'uso degli E-Tran, che richiedono un certo allenamento ed una piena comprensione dell'utilizzo del sistema da parte del partner comunicativo, per evitare frustrazione e blocchi comunicativi.



Per tutti i dispositivi che consentono la comunicazione simbolica, molto spesso non si prende in sufficiente considerazione il fatto che vadano personalizzati, né vengono identificate con precisione le persone cui compete il compito di adattamento dei contenuti alle specifiche esigenze dell'utente. E' bene verificare sempre quali sono le risorse della rete sociale del soggetto che possano farsi carico di tale compito e scegliere il sistema più adeguato anche in funzione della loro disponibilità e competenza. A questo scopo è utile avvelarsi di strumenti specifici come il Social Network (1), considerando le persone dei cerchi 1-3, più prossimi all'utilizzatore.

La rete sociale va sempre preparata adeguatamente anche perché possa adattare le proprie competente comunicative alla nuova modalità di espressione dei contenuti ed ai tempi dilatati che spesso l'utilizzo di un dispositivo per la comunicazione comporta.

Tra i comunicatori, quello che più di tutti può in alcuni casi può portare un cambiamento della qualità di vita dell'utilizzatore è il comunicatore con puntamento oculare: in questo caso è il prezzo che spesso rappresenta una notevole barriera all'acquisizione, pertanto si rimanda alle modalità erogative descritte nel libro bianco sopracitato.

Per l'introduzione di tutti i comunicatori, un'altra variabile assai importante, che può comportare il successo o meno dell'introduzione dell'ausilio, è il momento in cui si decide di fornire il sistema di comunicazione: intervenire con ritardo può significare incontrare un ostacolo ulteriore nella rassegnazione determinata dall'impotenza appresa, che spesso si instaura a seguito dell'impossibilità di far comprendere le proprie richieste ed i propri bisogni.

Non va poi dimenticato che in moltissimi casi ci si trova ad effettuare una prova o una verifica in situazioni che prevedono uno sviluppo dinamico, pertanto è importante che il processo di erogazione sia quanto più rapido possibile, una volta identificata la soluzione più adeguata (ma anche in questo caso, spesso i motivi dei ritardi non riguardano la fase di identificazione e prescrizione, bensì quella di fornitura).

Infine, ci preme citare un aspetto assai trascurato, ma che porta ad un numero sicuramente molto elevato di rifiuti e abbandoni: l'estetica dell'ausilio, che ancora troppo spesso risulta stigmatizzante, sottolineando la difficoltà che il suo uso vorrebbe superare.

Comunicatori ingombranti ed indiscreti, grafiche infantilizzanti, comandi adattati vistosi mettono in ulteriore difficoltà chi invece nel loro utilizzo dovrebbe trovare una facilitazione. 

E' nota la richiesta di Gino Strada, fondatore di Emergency, al famoso architetto Renzo Piano per un progetto di un ospedale da costruire in Uganda che fosse "scandalosamente bello", perché la vera uguaglianza non si ottiene concedendo a chi è svantaggiato un "qualcosa", che è sempre meglio di niente, bensì scegliendo per gli altri quello che vorremmo scegliere anche per noi.

(1) Social Network, Blackstone & Hunt Berg, 2003

Dott.ssa Cristina Sassi

c.sassi@leonardoausili.com

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